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Tre anni, bella, sorridente e
paffuta. Il volto di Angela Celentano, capelli neri ed occhi scuri, è ormai
da anni stampato su sbiaditi volantini ancora appesi alle pareti delle stazioni,
alle fermate degli autobus, sopra le buste del latte. L'ultima volta che la sua
famiglia ha potuto giocare con lei è stata quella lontana mattina del 10 agosto
1996 durante la solita gita annuale al monte Faito organizzata dalla Comunità
evangelica di Vico Equense, in provincia di Napoli.
Tutto filava liscio all'inizio. La tipica scampagnata con gli amici. Almeno fino
a poco dopo le 11. Angela era scomparsa, non si riusciva più a trovarla in nessun
posto. Renato, un ragazzino di undici anni, è stato l'ultimo ad averla
vista. Ha raccontato di aver pregato la bambina di non accompagnarlo a lasciare
in macchina il suo pallone, ma sembra che Angela non si sia convinta se non dopo
un bel tratto di strada che ha ripercorso da sola per tornare dalla mamma.
Da quel momento sono scattate le indagini. Carabinieri, polizia, guardia di finanza,
esercito, unità cinofile ed elicotteri hanno partecipato alle ricerche senza nessun
risultato. Le segnalazioni si sono susseguite, sono apparsi misteriosi testimoni,
la famiglia ha ricevuto la telefonata di una bambina che singhiozzava, i mass
media si sono occupati del caso, eppure sono stati tutti buchi nell'acqua. Nell'estate
del 1999 la svolta drammatica: lo zio di Angela Gennaro, quattro amici
di famiglia e tre minorenni vengono indagati per favoreggiamento o reticenza.
Abbandonata l'ipotesi degli zingari così come quella del maniaco, dell'incidente
e quella del rapimento da parte di un'organizzazione specializzata, gli inquirenti
si sono concentrati sugli interrogatori portati a termine nei giorni immediatamente
successivi alla scomparsa. La testimonianza di Luca, un altro ragazzino,
è risultata quella più importante. Dalle sue dichiarazioni, infatti, sembra che
la bambina sia stata portata via da due uomini a bordo di una Lancia Prisma di
colore oro metallizzato targata Perugia. Un uomo con il codino avrebbe spinto
l'auto a forte velocità verso Castellammare di Stabia, mentre un altro sarebbe
stato seduto sul sedile posteriore con una mano appoggiata sotto il sedile, come
per tenere fermo qualcosa o qualcuno.
Nient'altro. Nessuna ulteriore traccia. Sono scemate anche le segnalazioni e la
piccola Angela è ancora introvabile.
Così come altri 1668 minori, stando ai dati del Viminale presentati il 20 novembre
2000 dal presidente del Senato Nicola Mancino in occasione della Giornata
nazionale per i diritti dell'infanzia e dell'adolescenza. Come Mariano Farina
e Salvatore Colletta, rispettivamente di dodici e quindici anni, inghiottiti
dai vicoli di Casteldaccia a Palermo il 31 marzo 1992, data dalla quale non si
hanno più loro notizie. Ed ancora, Pasquale Porfidia che a nove anni si
è allontanato dalla sua casa di Palermo il 5 luglio 1990 per non tornarvi mai
più. O Benedetta Adriana Roccia, scomparsa all'età di tre anni anche lei
durante una gita nei boschi con i familiari, il 10 luglio 1990 a Guardia Piemontese,
in provincia di Cosenza. Santina Renda aveva appena compiuto sette anni
il 23 marzo 1990 quando è stata vista per l'ultima volta mentre giocava in vicinanza
della sua abitazione.
E tra i casi più clamorosi anche quello di Emanuela Orlandi, la quindicenne
cittadina vaticana scomparsa il 22 giugno 1983. Figlia di un messo della prefettura
della Casa Pontificia, la ragazza non è tornata a casa dopo una lezione al conservatorio
di Santa Cecilia dove studiava flauto e canto corale. Ennesimo dramma irrisolto.
Diciotto anni senza una soluzione per una trama che si è sempre più infittita
tanto da diventare un vero e proprio giallo.
Il 5 luglio successivo alla scomparsa sono iniziate le prime telefonate anonime
che chiedevano la liberazione di Ali Agca, l'attentatore di Giovanni Paolo
II, in cambio del rilascio della ragazza. La pista turca è stata seguita dagli
investigatori, ma alla vicenda si sono aggiunti nel tempo anche tentativi di estorsione
a discapito delle casse del Vaticano. Ricatti fino a quaranta miliardi, in realtà
mai pagati. Agca ha raccontato mille versioni sulla storia di Emanuela fino a
smentirle tutte. I nodi non si sono sciolti e senza elementi l'inchiesta è stata
chiusa nel luglio del 1997. Oggi la situazione è ancora confusa e nulla sembra
annunciare possibili soluzioni.
Grandinotizie.it/3 gennaio 2002
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