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Pedofilia. Affari di migliaia di miliardi
E-commerce di bimbi
Il traffico del sesso infantile avviene soprattutto in rete

Internet e pedofilia, un binomio imprescindibile? Proprio in questi giorni sono in corso perquisizioni in tutta Italia. Cento persone sono state già iscritte nel registro degli indagati, oltre mille videocassette, cinquemila cd rom e 120 computer sequestrati. Le indagini della polizia hanno preso il via con il monitoraggio di una chat sulla quale veviva diffuso materiale pornografico e da qui gli agenti sono riusciti a risalire ad una rete di scambio fitta ed intricata. Un fenomeno recente, in continua crescita e difficile da scoprire: ecco un approfondimento che prende in considerazione gli sviluppi degli ultimi due anni.

Vedi anche i dati 2001 di Telefono Arcobaleno.

La pedofilia non è solo un fenomeno che riguarda la sessualità deviata di qualche individuo. E' un sistema organizzato che sfrutta i bambini a fini di lucro, divorando la loro infanzia. Non basta. Oggi la pedofilia è anche una rete organizzata di terroristi, che vogliono affermare e legittimare la loro diversità attraverso la lotta armata.

La costituzione di veri e propri gruppi armati per eliminare fisicamente magistrati, sacerdoti, carabinieri impegnati nella lotta contro la pedofilia, è venuta alla luce con il blitz della Procura di Roma (maggio 2001), che ha portato in carcere una banda di pedofili e ha messo sotto inchiesta decine di "insospettabili". L'impiego delle armi è un "salto di qualità" per chi sfrutta sessualmente i minori, ha detto il Pm Alfredo Ormanni, uno dei magistrati che più ha indagato su questo fenomeno.

Eppure, Internet - questo immenso contenitore di idee, cultura e solidarietà, e insieme di disinformazione, razzismo e delinquenza - ospita già da anni molti siti che, oltre a promuovere il commercio dei bambini, lanciano proclami deliranti per rivendicare il diritto degli adulti a praticare sesso con i minorenni, e teorizzano azioni violente per fermare gli avversari. Lo stesso Fronte di Liberazione dei pedofili, riferimento ideologico della gang di Roma, è in rete da tempo.

La magistratura e le forze dell'ordine negli ultimi anni hanno intensificato le ricerche e, anche grazie ai "cacciatori di pedofili in rete", una nuova branchia della polizia investigativa, alcune inchieste sono andate a segno e hanno svelato l'esistenza di enormi reti organizzate, anche su scala internazionale.

Nel settembre del 2000, viene individuata un'organizzazione che produce materiale pornografico fotografando e filmando violenze estreme, fino all'omicidio delle piccole vittime. La polizia italiana, in collaborazione con quella di Mosca, arresta tre imprenditori russi e otto italiani. Più di milleseicento gli indagati. Nel novembre 2000, con un'inchiesta della magistratura di Milano, vengono denunciate per divulgazione di materiale pornografico, trenta persone, dodici in molte città italiane del Centronord. Nell'aprile 2001, la polizia postale di Reggio Calabria scopre una rete telematica che diffonde immagini di pornografia infantile. Vengono arrestati per scambio di materiale su Internet otto persone. Tutti insospettabili, compresa una donna di 53 anni.

La pornografia infantile e la pedofilia usano sempre di più i canali telematici, tanto che l'Unesco ha di recente riaffermato la necessità di affrontare "il delicato rapporto tra la libera circolazione dell'informazione e gli abusi che meritano la censura", sollecitando l'adozione di "misure transnazionali".

Nel gennaio 2000 sono stati individuati 3200 siti pedofili in più rispetto al mese precedente e in tutto il mondo sono circa 29.000 i siti denunciati e oscurati dalle polizie internazionali.In rete circolano almeno dodici milioni di immagini di pornografia infantile e i bambini coinvolti sono circa due milioni e mezzo.

L'epicentro del commercio del sesso infantile sono gli Stati Uniti, che ospitano il cinquantacinque per cento dei "server provider" con immagini di minori: da comprare per prestazioni sessuali a pagamento, o solo da guardare, sul personal computer oppure su cd, videocassette e fotografie, mentre subiscono atroci violenze. Al secondo posto, dopo gli Stati Uniti, c'è il Giappone, dove sono gestiti il venti per cento dei provider della pedofilia, poi i Paesi dell'Est con il tredici per cento, infine quelli europei.

I pedo-terroristi con i loro piani di guerriglia e di attentati difendono un giro di affari di migliaia di miliardi annui. Il prezzo delle fotografie in rete varia dalle 60 alle 250.000 lire; i cd con i "cataloghi" dei piccoli in vendita, è offerto a 150-200 mila lire l'uno; i filmati valgono 500 mila lire, o molto di più se compaiono scene sadomaso, di violenza estrema, o di rapporti sessuali con animali.

Ogni anno, il 25 aprile viene celebrata la "giornata dell'orgoglio pedofilo". Tutte le organizzazioni impegnate nel commercio della sessualità infantile lanciano messaggi per rivendicare i loro diritti e diffondono in rete la "convinzione" che "la pedofilia è solo l'ultimo dei tabù in campo sessuale".

L'Associazione Telefono Arcobaleno, fondata nel 1996 da Don Fortunato Di Noto per assistere le giovanissime vittime e per combatterne lo sfruttamento "via internet", ha segnalato l'esistenza di almeno trentaquattro organizzazioni pedofile, di una emittente denominata Radio Pedophilia e di un'Università pedofila on line.

I piccoli che cadono nella morsa di questa vasta e capillare rete criminale, o che subiscono la violenza di singoli individui esaltati dai proclami diffusi, sono in costante aumento. Un'indagine Eurispes ha rilevato che in Italia due minori al giorno sono oggetto di abusi sessuali. Le denunce sono in costante crescita: nel 1996 erano 305; sono diventate 470 nel '97; 534 nel '98; 586 nel '99. Ogni anno si svolgono mille processi per casi di bambini violati e maltrattati e il trentacinque per cento delle vittime ha meno di tre anni.

Nel mondo, sette milioni di bambini vengono avviati alla prostituzione per soddisfare i diciotto milioni di turisti sessuali che cercano la "merce" soprattutto nei Paesi più poveri. Il mercato della prostituzione infantile frutta circa dieci miliardi di dollari, ventidue mila miliardi di lire italiane.

Le baby-pornostar telematiche e i baby-prostituti e prostitute di tutto il mondo hanno dai tre ai dodici anni, ma il settanta per cento delle immagini esposte su internet riguarda piccoli che hanno tra i quattro e gli otto anni. E i trafficanti del sesso bambino non risparmiano nemmeno i neonati di quindici, venti giorni.

Grandinotizie.it/17 aprile 2002


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