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La stampa nazionale
di questa settimana si dedica all'erotismo "nelle librerie" e
al mistero del Punto G. Quest'ultimo, per trent'anni simbolo del
diritto a godere tutto al femminile, scompare dietro la
definizione di "Ufo sessuale" - introvabile, in quanto inesistente
- di uno studioso americano. Dall'Italia ribatte ginecologa milanese:
tale zona erogena esiste, ma non in tutte le donne…
Intanto si assiste alla "redenzione" di una star: il ballerino
Michael Clark abbandona il sesso per la poesia.
Arriva nelle librerie francesi il villaggio turistico del sesso
e dell'erotismo. In effetti, si tratta diPlateforme, il
romanzo dello scrittore Michel Houellebecq. L'autore -
come si legge su Repubblica del 29 agosto - "racconta
le inquietudini erotico-esistenziali di un quarantenne che, stanco
del suo lavoro al ministero della Cultura, parte in vacanza in
Thailandia, dove scopre i piaceri del sesso in salsa orientale".
Il protagonista "cercherà in seguito di creare un villaggio turistico
il cui scopo tutto particolare è quello di soddisfare i desideri
sessuali degli europei in vacanza". Houellebecq sostiene che "gli
occidentali non sono più capaci di amare e quindi si rivolgono
al sud del mondo dove miliardi d'individui crepano di fame
e non hanno altro da vendere che i loro corpi". Subito in
Francia scoppia la polemica e Houellebecq è accusato di "fare
l'apologia della prostituzione e della pedofilia, rifugiandosi
dietro i suoi personaggi". Invece, "Per le Novel Observateur"
Plateforme è un eccellente romanzo che potrebbe perfino
vincere il prestigioso Prix Goncourt".
Non più sesso e rock, ma rock e poesia per il ballerino Michael
Clark "idolatrato come una star del rock e fan del sesso per
scelta politica (il suo obiettivo era stimolare ogni spettatore
a esplorare la propria sessualità. "Poi scomparve." "Mi
ritrovai a un punto della vita in cui ero troppo confuso,
confessa oggi ero soffocato da impegni e responsabilità. Crisi
alimentata anche dal dolore per la morte del mio costumista, collaboratore
fondamentale e grande amico. Ho lasciato Londra, per quattro anni
ho scritto e riflettuto. Quando sono tornato ero più maturo e
consapevole. Credo che oggi la mia danza rifletta questo processo".
Svanisce il sogno del Punto G e dell'estasi femminile.
La Repubblica di sabato 1° settembre riporta l'affermazione
di Terence Hines, psicologo americano: "L'esistenza
di una zona altamente erogena sulla parete anteriore della vagina
è solo frutto di aneddoti. Non è del medesimo avviso Alessandra
Graziottin, ginecologa e sessuologa di Milano "Il punto
G esisterebbe e come, ma non in tutte le donne. Ciò che chiamiamo
Punto G non è altro che l'equivalente femminile della prostata.
Un piccolo residuo embrionale situato all'interno della vagina
che viene stimolato in maniera accentuata con la penetrazione
posteriore".
Grandinotizie.it/2 settembre 2001
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