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  Giacomo Casanova

Giacomo Casanova
Avventuriero, nato il 2 aprile 1725 a Venezia, morto il 4 giugno 1798 a Dux (odierna Duchov)
 
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Giovanni Giacomo Casanova nasce il 2 aprile 1725 in calle della Commedia, a Venezia. I genitori, Gaetano Casanova e Zanetta Farusso sono due modesti attori che in quell'anno recitano in un teatro della famiglia Grimani. Alla sua nascita gira la voce che il suo vero padre sia in realtà il patrizio Michele Grimani, e lo stesso Casanova, molti anni dopo, nel libello Né amori né donne, dichiarerà veritiera tale voce.

Viene battezzato nella chiesa di San Samuele, sua parrocchia e, adolescente, viene avviato alla carriera ecclesiastica. Sarà però espulso dal seminario all'età di 16 anni per cattiva condotta. Inizia così a viaggiare, recandosi in numerose città italiane e svolgendo le più diverse occupazioni, perennemente coinvolto in intrighi a sfondo politico e sessuale.

Dopo esser stato a Martorano in Calabria, ad Ancona, Roma e Napoli, all'età di 19 anni si stabilisce per qualche tempo a Roma, dove ricopre l'incarico di segretario del cardinale Acquaviva e dove inizia a imparare il francese, la lingua più parlata nell'Europa del '700.

Abbandonata Roma, torna a Venezia e da qui, grazie a una raccomandazione, si reca a Corfù e poi, al seguito di un pubblico ufficiale, a Costantinopoli, dove festeggerà il carnevale e il suo ventesimo compleanno.

Fa rientro a Venezia nei primi mesi del 1746 e vi rimane per circa due anni, fino a quando cioè, temendo ripercussioni dell'Inquisizione di Stato, si recherà a Verona, Milano, Cremona, Mantova e Cesena. In quest'ultima città, nel 1749 conosce Henriette, una delle numerose donne che amerà e dalle quali si separerà. Con lei va a Parma, a Milano e, infine, a Ginevra, dove i due si lasciano per prendere strade diverse.

Si reca a Parigi, Francoforte, Dresda, Praga, Vienna e poi, nel 1755, a Venezia, dove, sospettato di appartenere alla massoneria, verrà arrestato con l'accusa di empietà e magia e incarcerato nella prigione dei Piombi.

Riesce a evadere e a riparare in Francia. Da qui partirà alla volta di Bruxelles, Amsterdam e Stoccarda, da cui dovrà scappare precipitosamente per sfuggire a questioni di gioco. Sarà quindi in Russia, Polonia (dove il 5 marzo 1766 si affronterà in duello con il conte Branicki), Spagna, Francia e, dopo 18 anni di esilio, farà finalmente ritorno in Italia.

Ancora una volta, però, il rapporto con gli Inquisitori di Stato verrà deteriorandosi e così, ancora una volta, dovrà ripartire. Con la differenza che l'uomo affascinante, che era stato un favorito alla corte del re di Francia Luigi XV e un amante della marchesa di Pompadour, è ora un uomo permaloso, abbandonato dalla giovinezza e dalla fortuna, e che verrà assunto con l'incarico di bibliotecario al castello di Dux, in Boemia, per iniziativa di un benefattore, il conte Joseph Carl Emmanuel von Waldestein, che gli risparmierà così l'umiliazione di un'elemosina.

Qui scrive i Mémoires, opera in più volumi che ripercorre una vita di avventure e di molteplici e intense relazioni sentimentali, e qui muore il 4 giugno 1798.

Una curiosità: si deve proprio a Casanova l'invenzione del gioco del Lotto. Almeno nella forma in cui lo conosciamo oggi. Fu lui infatti il primo a dimostrare, nel 1757, che con una "lotteria di novanta biglietti i cui premi saranno pagati sopra i primi numeri da estrarsi una volta al mese" lo Stato non avrebbe mai potuto perdere. Presentò il progetto al governo francese (allora infatti Casanova risiedeva a Parigi) che, nel giro di pochi mesi, autorizzò la sua nuova lotteria.

  Grandinotizie.it/ 15/aprile/2002
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