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Giove decise di
resistere all'attacco degli androgini dividendoli in due sessi
complementari invece di ucciderli. Ma le due metà separate continuavano
a cercarsi per abbracciarsi. Non potendo unirsi, però, morivano.
Così il padre delle divinità stabilì di adattarli alla procreazione
e li dotò dei due sessi. E questa è una delle prime vicende carnali
raccontate dalla storia, anzi dalla mitologia. Ma di certo non
l'ultima. Nel corso dei secoli, i cambiamenti sociali e quelli
culturali sono passati anche attraverso le vie dell'eros. La politica,
la religione e la giustizia sono stati guidati, più o meno ciecamente,
dalla sinuosa mano della seduzione.
Terrecotte e fertilità
Presso i Greci la passione è dipinta come una forza divina che
governa implacabilmente gli animi umani. Lo dimostrano i lirici
ed i tragici del V-VI secolo a.C., come in quelli di Aristofane
che ha descritto il sesso come un irrefrenabile sfogo naturale.
Nell'età ellenistica ed in quella immediatamente successiva, invece,
è diventata un capriccioso desiderio di ricercati piaceri.
Nelle pitture vasali dell'antica Grecia si identificano quattro
temi portanti chiarificatori del concetto di sesso. Le terrecotte
a carattere religioso-devozionale sono associate la maggior parte
delle volte al concetto di fertilità. Quelle propiziatorie celebravano
l'importanza della copulazione, mentre quelle dall'intento umoristico
rappresentavano creature mitologiche fantasiose nelle loro manifestazioni
sessuali. Infine, c'è una florida produzione di vasi usati anche
nei simposi dove l'arte dell'accoppiamento viene spiegata in tutte
le possibili sfaccettature. Tranne quella omosessuale, sebbene
i rapporti gay e bisessuali fossero accettati come una cosa naturale
da tutti i ceti sociali.
Anche Platone nel suo Simposio ha parlato dell'omosessualità
e molti degli dei della mitologia greca, come Zeus, Poseidone
ed Achille, sono stati narrati intenti in atteggiamenti omosessuali.
L'omosessualità e Roma antica
Anche nei primi tempi dell'Impero romano l'omosessualità era ampiamente
praticata tanto che i matrimoni gay erano considerati legali e
socialmente accettati. Nerone, ad esempio, sembra che si
sia sposato con diversi uomini.
Sicuramente l'amore era ancora una pratica di gruppo. Ovidio,
maestro della letteratura erotica e poeta dell'amore, ha celebrato
nei suoi scritti - come in Le Metamorfosi - i baccanali
greci ripresi dai romani. "Obbediscono le matrone e le giovani
spose - scriveva - ripongono le tele e i canestri, lasciando a
mezzo il lavoro e bruciando incensi e invocano Bacco".
I baccanali - ovvero i riti orgiastici celebrati nell'antica Roma
in onore del dio del vino Bacco - sono arrivati in Italia nel
secondo secolo avanti Cristo come cerimonia riservata esclusivamente
alle donne, le "baccanti". Si festeggiavano per tre giorni l'anno.
In seguito sono stati aperti anche agli uomini e praticati sempre
più spesso. Nel vortice di sconvolgimento ed euforia che generavano
sono stati talami di grandi cospirazioni politiche, nate dagli
eccessi e dall'eccitazione che infondevano. Così, nel 186, il
Senato romano decise di sospenderli per evitare il profondo sovvertimento
dell'ordine sociale e morale che comportavano.
L'oscuro Medioevo
Con un balzo fino all'anno Mille si scopre che le abitudini sessuali
non cambiano di molto. Sebbene già allora incominciasse un controllo
dell'efficienza sessuale, il confine tra "tuo e mio", vita pubblica
e vita privata, era praticamente inesistente ed i gusti erotici
si condizionavano a vicenda. I Carnevali paesani, come racconta
Emmanuel Le Roy Ladurie in I contadini di Linguadoca,
sono molto simili ai baccanali romani. Il carattere orgiastico,
il furore sessuale ed il fascino del corpo spingevano gli uomini
e le donne del Medioevo a tuffarsi nei piaceri della carne.
Boccaccio con il suo Decameron non fa che portare
alla luce un mondo, una vita, incentrata sui gesti sessuali, anche
i più provocatori.
Un "secolo buio", dove però il sesso è ancora consumato senza
inibizioni. Un periodo in cui le cinture di castità, utilizzate
dagli uomini che partivano per le Crociate allo scopo di garantirsi
la fedeltà delle loro donne, sono diventate di uso comune. I cavalieri
cristiani in spedizione militare per combattere il dominio musulmano
a Gerusalemme, conoscevano le libertà dell'epoca e, per questo,
hanno escogitato la migliore delle soluzioni: un lucchetto.
Nemmeno l'affermazione della chiesa, sempre castrante nei confronti
del sesso più lussurioso, è riuscita a frenare la fantasia delle
coppie, magari angosciate dai nuovi tabù, ma ancora libere nei
costumi. S. Agostino è il primo simbolo della svolta che
il cattolicesimo ha voluto imporre alla "lussuria", come ne Le
Confessioni (397), in cui i sentimenti e le passioni sono
spogliate della loro forza emotiva a vantaggio di una visione
analitica dell'esistenza. Ma nel 1300 con la Santa inquisizione
e i processi alle streghe, la chiesa è stata più determinata che
mai ad osteggiare quelle che venivano ritenute licenziose indecenze.
Relazioni pericolose
Ciò non toglie che fino al 1800 le dame di corte fossero ancora
libertine. Un marito, un amante e un compagno di giochi per ricolorire
il sesso del suo aspetto più ludico e peccaminoso. Tutto nel riguardoso
silenzio delle lussuose stanze segrete dei palazzotti nobiliari.
E gli uomini? L'Età della Ragione ha comportato un parziale rigetto
delle imposizioni religiose più estremiste e la figura di Don
Giovanni è diventata in quel momento un mito. L'amore si è trasformato
in un esercizio per implacabili corteggiatori. Uomini impeccabili,
galanti ed al contempo forti e lussuriosi che consideravano l'atto
sessuale come la prova dell'avvenuta seduzione dopo la quale poter
abbandonare la donna.
C'è un intreccio narrativo intrigante e sensuale che illustra
alla perfezione la vita sessuale del diciottesimo-diciannovesimo
secolo: Le relazioni pericolose di Chorderlos De Laclos.
Nell'era della New age
Così che parlare di rivoluzione sessuale degli anni Sessanta e
Settanta appare un po' tautologico, nonostante nei primi cinquant'anni
dell'ultimo secolo andassero di moda la discrezione ed un generale
senso di ridimensionamento. Fatto sta che quando nel '66-'67 Mary
Quant, disegnatrice di moda britannica, ha sbalordito il mondo
con la sua prima minigonna, nulla è rimasto come prima. Nell'età
dell'Acquario, o New Age, il corpo è diventato pubblico attraverso
l'esposizione, la disponibilità e la congiunzione dei corpi stessi.
L'eros non poteva essere più circoscritto nei ruoli che si erano
con il tempo affermati, da quello della moglie a quello della
meretrice e tutti erano diventati sacerdoti e santoni della loro
fisicità e di quella degli altri.
L'età della "prima volta" si è così abbassata incredibilmente,
come il numero delle unioni tradizionali e, soprattutto, la durata
dei rapporti. La parola d'ordine era libertà, contro tutto ed
a dispetto di tutti. Almeno fino alla fine degli anni Ottanta.
Per arrivare ad oggi, quando la voglia di stabilità, secondo il
Censis, ha riportato in cima alle aspettative della coppia l'amore
ed il sentimento, sebbene al tempo stesso sia crollato il numero
dei rapporti duraturi e aumentato quello dei fruitori della pornografia.
Laura Coricelli/Grandinotizie.it/17 aprile 2001
ore 17:35
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