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I piaceri dell'eros
non sono "cosa buona e giusta"? Non sempre e non per tutti: ci
sono religioni che reprimono severamente la sessualità, altre
l'esaltano. Alcune fanno fatica a gestire il rapporto tra il "sacro"
e "profano" in una società sempre più "influenzata da modelli
di vita che mettono al primo posto….il piacere".
Altre considerano il sesso il mezzo più efficace per conoscere
la divinità e adornano i loro templi con statue che sembrano ispirate
al Kamasutra (famoso manuale erotico indiano del III secolo
d.C.).
Rapporti prematrimoniali ed extraconiugali, masturbazione, contraccezione
e omosessualità sono i temi che oggi più di ieri mettono le Chiese
al cospetto di dubbi e tormenti. Sono due tuttavia gli atteggiamenti
prevalenti: da un lato le grandi religioni monoteistiche (cattolicesimo,
islam, ebraismo) con la loro rigida morale sessuale, dall'altro
il confucianesimo, il taoismo e lo scintoismo che si mostrano
più indulgenti nei confronti delle debolezze della carne.
Un solo tabù le trova universalmente ostili: l'incesto.
Facciamo un viaggio tra i codici morali applicati all'etica sessuale
sociale.
Masturbazione. Il cattolicesimo la condanna come "atto
intenzionalmente e gravemente disordinato". Secondo l'ebraismo
comporta spreco di sperma, mentre per il buddismo infrange il
precetto di non abusare dei propri sensi.
Contraccezione. Il cattolicesimo non accetta neanche l'uso
del preservativo come "strumento" di difesa dall'Aids; lo spreco
del seme non è ammesso dall'ebraismo (quindi no al profilattico
e al coito interrotto), mentre il buddismo vi acconsente solo
se non è abortiva.
Rapporti prematrimoniali. Soltanto la religione buddista
li tollera.
Cattolici, ortodossi, ebrei, musulmani ed induisti li condannano
all'unanimità. Tra i protestanti, solo quelli di rito anglicano
si associano ai loro "colleghi".
Rapporti extraconiugali. La deplorazione è universale.
Rapporti omosessuali. Tra i protestanti, battisti e calvinisti
li ammettono. Gli induisti li tollerano, mentre tutte le altre
confessioni li riprovano.
L'impronta sessuofobica accomuna dunque quasi tutte le religioni.
Eppure non sempre i "fondatori" ne sono responsabili. "La vita
di Gesù non indica un particolare stile di vita sessuale
come modello per i cristiani", sostiene il teologo statunitense
Floyd Wilson. E una lettura attenta dei Vangeli mostra
che solo un volta Gesù condanna un comportamento sessuale: l'adulterio.
Nel corso del '900 tuttavia la rigidità di un tempo si è attenuata.
Adesso nella Chiesa cattolica e ortodossa la verginità è ancora
considerata una virtù, ma non di tipo superiore; la masturbazione
non è più colpa grave, pur restando un "atto gravemente disordinato";
l'omosessualità è accettabile come orientamento sessuale, ma non
come attività sessuale; il sesso e il piacere erotico non sono
più impuri, purché al servizio dell'unione coniugale.
Una stretta connessione tra sesso e religione compare invece nella
religione induista.
Nei templi indiani si trovano statue che farebbero gridare alla
pornografia chi ignora la religiosità della gente dell'India.
Induista è il culto del lingam (pene eretto) simbolo stesso
del dio Shiva, e quello della yoni (vulva) che rappresenta
sua moglie Parvati.
Secondo il tantrismo induista (dottrina e tecnica di erotismo
mistico) infatti l'energia sessuale è la più grande possibile
ed i genitali rappresentano i poteri cosmici.
Lia Romagno/Grandinotizie.it/13 aprile 2001
ore 13:37
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