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Dice David Rosenham,
professore di psicologia all'università di Stanford: "Alla base
di tutte le devianze sessuali vi è una profonda incapacità di
instaurare rapporti".
Ma cosa si cela dietro un desiderio "perverso"? Un desiderio
che diventa imposizione, necessità, richiamo al quale è impossibile
sottrarsi? Un percorso naturale di eccitamento erotico che trova
strade alternative? Il varcare un confine tra fantasia sessuale
e devianza?
Cos'è la normalità? E cosa invece è considerabile anormale?
Cos'è la trasgressione e quando una trasgressione non è più tale
e diventa imposizione, quindi violenza? Domande alle quali è difficile
dare una risposta buona in tutte le occasioni; che possa essere
comunemente accettata in Italia come in Scandinavia. Fino ai primi
anni '80 il Dsm (Diagnostic Statistic Manual) considerava l'omosessualità
una devianza sessuale. Fino a qualche decennio fa anche il sesso
prematrimoniale e la masturbazione erano comportamenti condannati
in maniera diversa in società diverse. Oggi invece la maggior
parte delle persone considera queste delle pratiche sessuali normali.
Analogamente, alcuni comportamenti trasgressivi venuti alla luce
negli ultimi anni trovano una certa tolleranza culturale, mentre
anni fa sarebbero state considerate attività scandalose. Un esempio
è il cosiddetto scambismo, ossia la promiscuità organizzata
tra coppie: un fenomeno di questi ultimi anni che in Italia ha
riscosso un certo successo.
E allora come stabilire la devianza di un desiderio? Sul
piano strettamente clinico, la devianza sessuale deriva da una
fissazione della libido, ossia dell'eros, su una specifica pratica
che sostituisce il normale rapporto sessuale. Il soggetto affetto
vede quindi diminuire il proprio interesse e le capacità verso
le manifestazioni "normali" del sesso ed è costretto, in modo
compulsivo, a costruire le fantasie erotiche e l'amplesso attorno
ad uno schema particolare e ripetitivo (frustare, legare, stuprare
ecc).
Inoltre questa interazione mina la capacità di instaurare altri
rapporti affettivi normali. L'oggetto sessuale viene chiamato
"parafilia", dal greco "oltre l'amore". Le parafilie includono
una serie di oggetti o comportamenti: indumenti intimi, scarpe,
infliggere dolore agli altri, esibizionismo, voyeurismo, sadomasochismo
e pedofilia.
Per esibizionismo si intende un desiderio compulsivo e
dunque irrefrenabile nel mettere in mostra i propri organi genitali.
Una volta mostrato il membro l'esibizionista assume due comportamenti
diversi: o si masturba davanti alla sua vittima oppure scappa
per poi masturbarsi in intimità eccitato dall'esperienza vissuta.
L'esibizionismo è il crimine sessuale più comune negli Stati Uniti,
mentre è completamente assente in altre culture, come in quella
indiana per esempio. In genere l'esibizionista non è comunque
un soggetto pericoloso, anzi è una persona silenziosa e timida,
insicura e schiva.
Per voyeurismo si intende il desiderio compulsivo di guardare
donne (a loro insaputa) che sono o nude o impegnate in attività
sessuale. Questa esperienza procura un grande senso di piacere
fisico per cui il soggetto si eccita e si masturba. La perversione
di questo comportamento risiede nel bisogno di guardare sconosciuti
coinvolti in atti sessuali per provare desiderio ed eccitazione.
Il voyeur, chiamato comunemente anche guardone, è in genere una
persona con poche relazioni sociali, incapace di confrontarsi
con gli altri. Per questo cerca gratificazione sessuale senza
dover stabilire rapporti.
Il sadismo ed il masochismo sono due perversioni distinte.
Il sadismo comporta infliggere dolore fisico o provocare umiliazione
per provare piacere. Il masochismo è il contrario: alla base dell'eccitazione
fisica vi è la necessità di provare dolore e umiliazione. Entrambi
questi disturbi sono accompagnati da fantasie "hard": torture,
stupri, botte. In uno studio di Alfred Kinsey, uno dei
più famosi studiosi di sessuologia, è emerso che il 20 per cento
di uomini e il 12 per cento di donne è eroticamente stuzzicata
da storie di violenze carnali, fruste e catene. Tuttavia, nella
"normalità" questa esposizione non è necessaria per provocare
desiderio sessuale. Questo distingue la devianza sadomasochista
da un desiderio sessuale nella norma. Le modalità preferite dai
sadomasochisti sono mordere, frustare, pizzicare e prendere a
schiaffi.
Il pedofilo è colui che preferisce attività sessuale con
bambini in età pre-puberale. La pedofilia è il crimine sessuale
maggiormente condannato dalla legge. Circa il 30 per cento di
tutti i reati sessuali sono per molestie su bambini. L'immagine
del pedofilo come un personaggio "strano", orrendo e misterioso
è lontano dalla realtà. Come spiega la dottoressa Maria Claudia
Biscione, psicologa e sessuologa, l'80 per cento degli
abusi sessuali su bambini avviene dentro le mura di casa e
dunque il pedofilo è un membro o un amico della famiglia. Gli
autori di atti di pedofilia hanno in genere un'età maggiore rispetto
agli autori di altri crimini a sfondo sessuale e la maggioranza
è sposata.
Ma come nascono le devianze? Il panorama di abusi e di
crimini di violenza è vastissimo, spiega Maria Claudia Biscione.
E' dunque difficile costruire un identikit del potenziale "deviato".
La teoria psicoanalitica individua nei primi anni di vita l'insorgere
di desideri sessuali deviati, processo chiamato da Sigmund
Freud, Catexis che consiste nell'associazione di un
sentimento di eccitazione sessuale ad un oggetto di per sé neutrale.
In genere la persona affetta da disturbi di questo tipo vive una
profonda e radicata incapacità di costruire rapporti affettivi
equilibrati con le persone, basati su uno scambio ed un confronto
di emozioni e pensieri. In alcuni casi le devianze sessuali possono
essere curate attraverso terapie psicologiche specializzate. In
particolare gli approcci che sino ad ora hanno avuto più successo
sono quelle cognitive-comportamentali che mirano ad agire sui
pensieri per modificare il comportamento.
Marianna Balfour/Grandinotizie.it/ 10 aprile
2001 ore 16:05
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