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Come avviene lo
sviluppo sessuale del bambino? Quali sono i segnali che indicano
una consapevolezza del proprio corpo inteso come fonte di piacere?
Ci sono delle età del sesso? Come genitore qual è il miglior modo
per parlare di sesso con il proprio figlio? A spiegarci come avviene
lo sviluppo sessuale del bambino è Maria Claudia Biscione,
psicologa e sessuologa.
"C'è sicuramente un percorso naturale - spiega la dottoressa -
ma ci sono poi delle differenze individuali che si amplificano
rispetto al contesto in cui viviamo".
I fattori culturali, sociologici e familiari infatti sono senz'altro
elementi determinanti nello sviluppo sessuale del bambino. Nonostante
esistano dei cambiamenti biologici e fisiologici, lo sviluppo
sessuale del bambino non è scandito da momenti netti e precisi.
Anzi, si tratta di un processo graduale, lungo e non uguale per
tutti.
"Ci sono infatti dei bambini che anche a due anni hanno atteggiamenti
di autoerotizzazione molto forti. In alte parole mostrano una
precoce curiosità verso il proprio corpo - spiega la dottoressa
Biscione -. Ma bisogna fare attenzione a distinguere tra la sessualità
come la intendiamo noi e il significato che i bambini danno al
toccarsi le parti intime. Per il bambino infatti il toccarsi può
avere un effetto calmante. In questo senso dunque un'autoerotizzazione
precoce può essere sintomo di un disagio latente".
In realtà, spiega la psicologa, sembra proprio che l'età dello
sviluppo sessuale si sia abbassato: i casi di sessualità precoce
sono sempre di più. Rispetto a venti anni fa i bambini di oggi
in età scolare instaurano dei rapporti con i loro coetanei - i
cosiddetti fidanzatini - molto prima. Questi sono peraltro rapporti
caratterizzati da effusioni fisiche e dimostrazioni di affetto,
come il darsi i baci, chiamarsi fidanzato o fidanzata, prendersi
le mani. Insomma i bambini di oggi utilizzano un linguaggio di
"rapporto" più articolato.
Tuttavia questa maggiore precocità è inversamente proporzionale
alle abitudini delle coppie adulte, che raggiungono il matrimonio
sempre più tardi e che sono sempre più in crisi. "Basti pensare
ai "nuovi disagi" legati al sesso, come l'eiaculazione precoce,
l'impotenza, l'ansia di prestazione e così via", dice la psicologa.
Anche una maggiore esposizione alla televisione e a programmi
che simulano atti sessuali e mostrano corpi seminudi influisce
sull'immaginazione sessuale. Ma non per questo bisogna cercare
di "difendere il bambino" spengendo la televisione o cambiando
canale. Anzi bisogna trovare un linguaggio comune, un modo per
"decodificare" il significato delle immagini. Molto spesso infatti
i bambini vedono scene che non riescono a capire perché non codificabili
dalla loro percezione.
La chiave per accompagnare il bambino in quel lungo processo che
caratterizza lo sviluppo sessuale è dunque parlare con tranquillità
e onestà del sesso, rispettando il percorso naturale cognitivo
ed emotivo del bambino, non riducendo la realtà ad una fiaba i
cui protagonisti sono le api e i fiori: la verità è più complessa
e i bambini lo sanno.
Marianna Balfour/Grandinotizie.it/9 aprile 2001
ore 17:43
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