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"Non c'è un tempo
Doc che contraddistingue i rapporti sessuali", né per quanto riguarda
la fatidica prima volta, né per la frequenza e la durata di quelle
successive. Lo assicura Adele Fabrizi, sessuologa e docente
all'Istituto di sessuologia chimica di Roma. "E' tutto molto soggettivo",
sebbene condizionamenti esterni, come quelli socioculturali, possono
influire pesantemente. Comunque ci sono sempre delle "tappe convenzionali".
Dopo "la rivoluzione sessuale" iniziata negli anni '60 oggi
la verginità è tornata ad essere un valore. Ma c'è un'età consigliata
per il primo rapporto sessuale?
"Non esiste un'età a priori. Ognuno deve sentire e stabilire quando
cominciare. Ci sono ragazze molto mature a tredici anni ed altre
che a sedici non sono ancora pronte. I maschi, ad esempio, hanno
le loro esperienze prima delle donne, ma generalmente per motivazioni
socio-culturali. Questo non evita alcune raccomandazioni".
Ovvero?
"Non farlo mai solamente perché il partner insiste. Né per imitare
i coetanei che dicono di averlo già provato, oppure per sentirsi
grandi. E bene avere il primo rapporto sessuale con una persona
che trasmetta affidabilità. Farlo troppo presto, comunque, non
è indicato perché diventa una distrazione che induce ad insuccessi
in altre attività. Lo dimostrano i dati, così come individuano
nei primi a perdere la verginità quei giovani con un basso livello
di scolarità e di reddito".
Il Censis rileva che la terza età è quella nella quale si ama
meglio, è vero?
"Se sussistono determinate condizioni, come la salute, la sicurezza
economica e la presenza di un partner fisso, le persone oltre
i settant'anni riescono a provare più piacere rispetto a quando
erano giovani. Soprattutto gli uomini, perché diventano meno frenetici
e, dato che ovviamente la potenza sessuale diminuisce, tutto rallenta
a vantaggio della qualità".
Ma allora non è vero quanto si dice dei problemi derivanti
dall'andropausa e dalla menopausa?
"L'andropausa non esiste: non cessa la formazione di nessun ormone.
Non è endocrinologica, ma può essere mentale. Gli uomini devono
comprendere che con l'età subiscono un naturale cambiamento della
risposta sessuale. Per la donna è più difficile, perché rappresenta
un evento netto difficile da accettare. Non ci si può più riprodurre
e ci si avvia alla vecchiaia, oltre ad avere effettive conseguenze
fisiche come l'osteoporosi. Ma se la donna ha vissuto bene la
sua sessualità da giovane non avrà problemi nemmeno da anziana.
Prima non si parlava di queste cose e la persona matura era considerata,
a livello sessuale, come un bambino. Oggi, invece, il tabù è caduto
e ci sono anche molti interventi psicologici e farmaceutici a
sostegno del momento di passaggio. Perciò, ben venga l'amore maturo.
Fa piacere ed è da incoraggiare".
Meglio gli adulti dei giovani?
"Oggi i soggetti che soffrono di impotenza ed eiaculazione precoce
sono aumentati, anche se i grandi numeri fanno effetto soprattutto
perché finalmente il problema è potuto venire a galla. Milioni
e milioni di uomini soffrono di questi disturbi ed altri vivono
la cosiddetta ansia da prestazione. Non esiste un tempo ideale
per la durata dei rapporti ed è sconsigliabile che un uomo si
metta in testa di dover verificare gli orari. Svantaggia la qualità.
Le donne hanno tempi più lunghi ed una sessualità evidentemente
diversa, ma lo stress, i cambiamenti ambientali e quelli culturali
possono ingigantire il problema".
E se "una mela al giorno leva il medico di torno"...
"La frequenza dei rapporti sessuali è la cosa più soggettiva di
tutte. Però, più si fa e più si ha voglia di farlo. E fa benissimo
alla salute, alla mente, alla coppia e mantiene giovani. Non bisogna
eccedere, ma se non si hanno rapporti per tanto tempo, cala addirittura
il testosterone che è l'ormone del desiderio".
Laura Coricelli/Grandinotizie.it/10 aprile 2001
ore 15:20
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