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Luoghi da sogno
dove realizzare sogni proibiti. Filippine, Indonesia, Brasile,
Costa Rica, Cambogia, Vietnam sono soltanto alcune tra le mete
più ambite da un turismo "elitario". Quello del sesso.
I "turisti" partono dai loro opulenti Paesi a bordo di voli charter
e raggiungono luoghi dove - per disperazione e povertà - la dignità
umana ha un prezzo molto basso. Nel mercato del sesso a volte
costa solo un pasto o un giocattolo.
E sono i bambini - spesso di soli 5 anni o poco più - la "merce"
prelibata che risveglia le perversioni di ineccepibili signori
europei, americani, australiani, giapponesi che inseguono
le loro fantasie sui canali telematici e soddisfano i propri vizi
in Paesi che scontano nuove e vecchie povertà.
Il turismo sessuale, o più precisamente lo sfruttamento sessuale
dei minori nell'ambito del turismo, è la definizione sintetica
e un po' superficiale che nasconde un fenomeno ben più articolato
e profondo. Pedofilia, pornografia e prostituzione minorile
sono le leve di un mercato turistico che procura un giro d'affari
di oltre 5 miliardi di dollari.
Il profilo delle persone che, normalmente o saltuariamente,
si recano all'estero per praticare sesso con i minori è vario.
A delinearlo concorrono fattori culturali, status economico, oltre
a condizioni individuali che talvolta arrivano alla patologia.
Sono pedofili. Molti di loro si considerano benefattori
per i bambini: pagano i minori per i rapporti sessuali con l'intenzione
di aiutare i piccoli e le famiglie in difficoltà, oppure "per
iniziarli al sesso in modo meno traumatico". Un comodo alibi.
Sono eterosessuali e omosessuali. Semplicemente non si
preoccupano dell'età dei loro partner: li prediligono giovani,
ma non immaturi. Spesso la richiesta di minori si fonda sulla
convinzione che siano meno "usurati" o meno disponibili ad avere
rapporti con più partner e quindi meno esposti a malattie come
l'Aids. Alcuni poi lo fanno inseguendo superstizioni e leggende
provenienti dal modo dell'ignoranza: il sesso con i minori cura
malanni, ringiovanisce, porta benefici economici.
Sono "predatori del sesso". Si tratta di persone che in
condizioni normali non sceglierebbero un minorenne, ma lo fanno
"per caso", per il senso di libertà che lo straniero sperimenta
in un Paese "esotico" nel quale non deve difendere uno status
o un ruolo sociale, per ubriachezza o sotto l'effetto di droghe,
per ignoranza.
Le disparità economiche, le migrazioni, le urbanizzazioni, la
disgregazione familiare - aspetti comuni nei Paesi poveri - sono
alcune delle cause del fenomeno. Spesso sono proprio i genitori
a consegnare i propri bambini nelle mani dei mercenari del sesso,
in cambio di denaro o ingannati dalla promessa di un futuro migliore.
Accade anche che gli stessi bambini, spinti dal desiderio di emergere
o dalla competizione, vendano il proprio corpo per acquistare
beni cui altrimenti non potrebbero avvicinarsi.
Ma è soprattutto attraverso la violenza che i bambini finiscono
sul mercato del sesso: spesso vengono rapiti, violentati, contrabbandati
attraverso le frontiere.
Per i minori rintracciati e strappati a questo mercato il recupero
è lento e doloroso. Hanno negli occhi e nella mente i segni
degli abusi subiti, sul corpo le tracce delle mortificazioni più
turpi. L'orrore che tanti di loro sopportano è inimmaginabile.
Solo le grida disumane dei piccoli durante il trattamento di recupero
ne danno l'esatta misura. Dopo anni di esperimenti gli psicologi
dei centri di prima accoglienza hanno introdotto la terapia
primaria, una sorta di maieutica del dolore che induce i bambini
a urlare per scaricare la rabbia, la paura, la violenza.
L'Onu considera lo sfruttamento sessuale dei minori un
crimine contro l'umanità, ma per anni i governi
dei Paesi più frequentati dai turisti del sesso hanno assistito
inermi a questo mercimonio. Soltanto nel momento in cui la persecuzione
dei crimini sessuali viene recepita nei codici civili e penali
locali, la lotta contro questa piaga comincia a dare frutti.
Ma il turista sessuale sceglie nuove mete, persegue nuove rotte,
si dirige verso nuovi Paesi. Adesso è l'Africa la nuova frontiera
del sesso abusato.
"Il turista non ha vergogna" recita un antico proverbio giapponese...
Grandinotizie.it/ 31 luglio 2001
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