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Sotto le lenzuola degli italiani
Io lo faccio normale
Il rapporto del Censis fotografa un Paese poco trasgressivo

Argomento di maliziose e innocenti conversazioni. Materia di elucubrazioni letterarie impegnate e "scapigliate". Declinato da poeti antichi e moderni, dipinto su tele famose e "croste". E ancora. Sognato, fotografato, cantato, deriso, sofferto. E' il sesso, croce e delizia senza tempo.

Un universo variegato dove le storie e le leggende abbondano mentre la realtà si tinge di un rosso hard sbiadito e candeggiato. Almeno in Italia. E' quanto emerge dall'ultima analisi condotta dal Censis sul tema "I comportamenti sessuali degli italiani" dal sottotitolo eloquente: "Falsi miti e nuove normalità".

E allora il machismo italiano, la spregiudicatezza delle single, le mille storie adultere e i comportamenti sessualmente disinvolti? Solo chiacchiere? Non per tutti ma per tanti. Il 59,2 per cento degli uomini intervistati dal Censis ha ammesso di soffrire l'ansia da prestazione, il 42,6 ha confessato disfunzioni sessuali, il 50,3 ha dichiarato una "durata" tra i tre i quindici minuti, mentre solo il 7,7 ha raccontato di rapporti che superano la mezz'ora.

E la trasgressione? È una scelta "elitaria". I rapporti con più partner contemporaneamente riguardano solo il 2,8 per cento degli intervistati, l'amore di gruppo l'1,7, le pratiche sadomasochiste lo 0,8.
Interessante è la distribuzione geografica e sociale della mappa delle trasgressioni. Le minoranze "disinvolte" comprendono per lo più uomini tra i 40 e 60 anni, del Nord est, generalmente residenti in comuni con oltre 100mila abitanti. Le donne preferiscono inoltrarsi nei meandri più hard soprattutto con l'immaginazione.

Sembra poi che i fedifraghi pratichino l'adulterio da soli: soltanto il 18, 5 per cento degli italiani ha ammesso di tradire o aver tradito la propria metà. E tra questi più gli uomini che le donne, gli anziani più dei giovani, i laureati più di quelli con un basso livello di scolarità. L'essere non credente, il risiedere in città del Centro-Nord, il "sopportare" un vincolo matrimoniale da più di dieci anni, completa l'identikit dell'habitué della scappatella.

Gli uomini tradiscono per combattere la routine, per fare un salto nella trasgressione o per "curare" la propria insoddisfazione sessuale con compagne più disponibili. Le donne sono infedeli per amore, per vendicare un adulterio patito o l'avarizia affettiva del proprio uomo.

Tiepide tra le lenzuola le mogli e i mariti del nuovo secolo. Impegni lavorativi e familiari, stress e preoccupazioni economiche consentono al 37,8 per cento delle coppie un solo "incontro" a settimana. Solo un quinto degli intervistati ha dichiarato di fare l'amore due o tre volte a settimana ancora dopo vent'anni di matrimonio.
È curioso notare l'esistenza di un "ciclo del piacere sessuale coniugale" chiaramente sfasato. Mentre nei primi cinque anni di matrimonio le donne prediligono i preliminari e i "giochi", è l'orgasmo a focalizzare l'interesse maschile. Negli anni successivi le parti si invertono: le donne cercano l'orgasmo, gli uomini "il gioco".

I giovani, oggi spesso involontari spettatori delle vicissitudini erotico-sentimentali dei propri genitori, si mostrano meno frettolosi: l'età media del primo rapporto sessuale è 17 anni per i ragazzi e 18 per le ragazze.

Nel ritratto del Censis solo i nonni e le nonne sembrano vivere una sessualità felice: il 39 per cento degli anziani tra i 71 e gli 80 anni, ed il 73 per cento di quelli tra i 61 ed i 70 giurano di vivere piacevoli e calorosi momenti tra le proprie lenzuola.

La terza età dunque somiglia più al paradiso che alla pace dei sensi. Fortunatamente il ciclo vita si è allungato e quanti hanno sofferto di giovanili e maturi problemi sessuali possono contare sul riscatto senile.


Lia Romagno/ Grandinotizie.it/ 5 aprile 2001 ore 21:02


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