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Tra i 9 e i
19 centimetri è la lunghezza di un normale pene in erezione.
Stando a quanto emerso da un recente studio, il 76 per cento degli
uomini europei può contare su un pene compreso fra i 12 e i 16
centimetri, mentre solo il 12 per cento è dotato di misure superiori
ai 16 centimetri. Ad ogni modo, 10 centimetri viene generalmente
considerata la misura minima per godere di soddisfacenti rapporti
sessuali (da parte di lei), mentre al di sotto si potrebbero avere
problemi. Il condizionale è comunque d'obbligo, visto che anche
con una lunghezza inferiore ai 10 centimetri l'apparato sessuale
maschile può svolgere efficacemente la sua funzione, visto che
la parte più sensibile della vagina è quella meno profonda.
Tra gli 8 e i 14 centimetri è invece la misura della circonferenza
di un normale pene europeo in erezione, con una media che si attesta
intorno agli 11,5 centimetri.
Da 1 a 35 centimetri cubici è il volume che possono avere
i testicoli: circa un centimetro cubico, nel bambino piccolo,
raggiungono i 5 centimetri verso i 12 anni. Passano dunque a 6,
8 e 10 centimetri cubici durante la pubertà e arrivano infine
a 12, 15, 20 e 25 centimetri nell'adulto. Questo in media. Si
registrano infatti anche casi di testicoli di 35 centimetri cubici
e, in rari casi, di dimensioni anche maggiori.
Di circa 8 centimetri è invece la profondità media della
vagina di una donna adulta. Si parla generalmente di "vagine corte"
nel caso in cui non vengano superati i 4 centimetri di profondità,
e di "vagine lunghe" quando la misura superi i 14 centimetri.
Per quanto riguarda l'attività sessuale è stato comunque constatato
che la parte più sensibile è quella meno profonda.
529 sono le posizioni dell'amore descritte nel Kamasutra.
In realtà, molte sono tra loro molto simili e dunque il numero
si riduce ad alcune decine di posizioni base. Più le numerose
variazioni sul tema.
Minimo 15 è il numero di spinte pelviche al disotto del
quale si parla generalmente di eiaculazione precoce. Altro ordine
di misura per definire tale disturbo è la durata del rapporto
sessuale: sotto i due minuti. Disturbo opposto è l'eiaculazione
ritardata, anche se in questo caso è più difficile stabilire oltre
quale durata se ne possa parlare. Vero è che se l'uomo non riesce
a raggiungere l'orgasmo dopo un'ora dalla penetrazione, qualche
problema c'è. A meno che non si stia parlando di un praticante
di discipline tantriche in grado di rimandare volutamente il momento
dell'eiaculazione. Il che è tutta un'altra storia.
Da zero in su è il numero dei rapporti sessuali che gli
uomini possono avere ogni settimana. Con la seguente frequenza
media: tre o quattro fino ai 30 anni, due o tre dai 30 ai 50 anni,
uno o due tra i 50 e i 60. Oltre i 60 anni la media è di un rapporto
ogni due settimane. Secondo i dati emersi da una ricerca condotta
dall'Asper (l'Associazione per lo studio, l'analisi psichica e
la ricerca in sessuologia), il numero dei rapporti sessuali avuti
dagli italiani nel corso di un anno è vistosamente diminuito negli
ultimi dieci anni, passando dalle 105 volte della fine degli anni
Ottanta alle 80 volte della fine degli anni 90. Altro dato niente
affatto rassicurante è quello relativo al numero dei rapporti
sessuali avuti dalle coppie sposate: la ricerca Asper ha infatti
rivelato che dopo due anni di matrimonio la frequenza settimanale
è di circa una volta ogni sette giorni. Questo, almeno, all'interno
della coppia…
Grandinotizie.it/9 maggio 2001 ore 16:45
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