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"Una volta entrò
un tizio, all'apparenza abbastanza normale, e mi chiese una croce
di legno. E' stata questa la richiesta più strana che mi abbiano
fatto", ci racconta Luciano Montugno gestore del sexy shop
Follie d'amore a Napoli.
"In genere - continua Montugno - il prodotto che vendiamo di più
è il vibromassaggiatore, ma va molto bene anche la lingerie in
pelle. La nostra clientela preferisce articoli soft erotici".
Una clientela costituita per il 60 per cento da uomini e per il
40 per cento da donne, con un'età compresa fra i 35 i 60 anni,
come spiega lo stesso Montugno.
"Siamo stati i primi ad aprire in Campania nel 1992. Sono passati
quasi dieci anni, ma qui a Napoli ci sono ancora falsi pudori
e imbarazzi. Spesso mi capitano clienti che entrano ed escono
dal negozio almeno tre volte prima di chiedermi l'oggetto che
vogliono acquistare".
E d'ipocrisia e perbenismo parla, soprattutto, la proprietaria
del sexy shop Città di Milano in piazza Sempione: "Siamo
stati il primo negozio specializzato in Italia. Quando trent'anni
fa aprimmo la nostra attività fu uno scandalo. Davamo fastidio,
così ci hanno fatto di tutto: vetrine del negozio rotte, petizioni,
insulti. Ora le cose sono cambiate, il sesso è dappertutto in
tv, sui giornali, nei locali, anzi è il caso di dire che si sta
esagerando. Così è troppo". Anche per il negozio di Milano il
target è lo stesso: per lo più uomini dai trent'anni, appartenenti
al ceto medio.
Clientela internazionale per l'Oba Oba, il sexy shop in
via dei Mille vicino alla stazione Termini a Roma: "Da noi vengono
molti stranieri - racconta un commesso - soprattutto arabi e americani.
Abbiamo fra le nostre clienti anche molte donne, per lo più ragazze.
Magari, la prima volta che entrano in negozio si vergognano così
non dicono subito l'oggetto che vogliono: partono chiedendo un
paio di calze, per poi acquistare un vibromassaggiatore. Comunque,
la cosa che vendiamo di più sono le videocassette. Abbiamo oggetti
che partono dalle 30mila lire fino ad arrivare alle 200mila".
E presto un nuovo sexy shop aprirà anche a Gela con il contributo
della Regione. Proprio così, perché Maria Grazia Carmantini,
37 anni, sposata e madre di tre figli, ha chiesto e ottenuto un
"prestito d'onore" da cinquanta milioni di lire, approfittando
dei benefici offerti dalla legge sull'imprenditoria giovanile.
L'idea di aprire un sexyshop, ha raccontato la donna, è venuta
al marito, il quale spiega: "Nel mio girovagare sono stato due
anni in Olanda, ad Amsterdam e mi sono accorto che con l'oggettistica
sexy c'è da guadagnare quanto basta per smettere di fare l'emigrante".
Il negozio sarà in pieno centro storico, non troppo lontano da
una chiesa. E già si annunciano polemiche.
Grandinotizie.it/12 aprile 2001 ore 15
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