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"Non si sa di nessuno
che sia riuscito a sedurre con ciò che aveva offerto da mangiare,
ma esiste un lungo elenco di coloro che hanno sedotto spiegando
quello che si stava per assaporare". Il maestro Manuel Vàzquez
Montalbàn, scrittore e gourmet di fama internazionale, spiega
così il rapporto tra eros e cibo.
Ostriche, peperoncino, frutti di mare, cioccolato, spezie, vino,
tartufi e quant'altro ancora possa stuzzicare le fantasie alimentari
e non della coppia riempiono pagine e pagine di libri scritti
per suggerire il menù ideale dell'amore. Tra i più amati Afrodita
di Isabel Allende.
D'altronde il vocabolario amoroso e quello gastronomico si intrecciano
con una certa frequenza. La pelle di una ragazza è "di pesca",
gli occhi "a mandorla", la bocca "color ciliegia" e le forme "appetitose".
Le francesi chiamano i loro innamorati "mon petit chou", letteralmente
"mio piccolo cavolo" e gli americani vezzeggiano le fidanzate
dando loro del "cookie", ovvero "biscotto".
In realtà non è stato mai scientificamente provato che determinati
alimenti posseggano qualità afrodisiache. Elementi stimolanti,
come nel caso del caffè e del cioccolato, senza dubbio. Proprietà
vasodilatatorie, come per lo zenzero, certamente, e tanta vitamina
E come nel peperone. Ma poco altro di "chimicamente testato".
Questo, però, non impedisce di accomunare il peccato di gola con
quello della lussuria, perché mangiare bene è un piacere e l'amore
lo può diventare. Allora subentra l'alchimia, gli odori che inquietano,
la vista che viene affascinata, l'olfatto stimolato, il tatto
incuriosito e la vista appagata. Tutto a dovere, però.
Un bel filetto al sangue è eccellente per una cena in compagnia,
ma poco indicato per un tête a tête romantico, soprattutto se
volto a un intenso dopocena: la carne di qualsiasi genere si potrebbe
rivelare troppo pesante per lasciare spazio all'intraprendenza.
Eccezion fatta per gli affettati in generale e i salumi in particolare.
Da evitare le fritture se si cena in casa, perché l'odore che
sprigionano durante la preparazione, coprirebbe qualsiasi altro
tipo di profumo. Improponibili anche i dessert industriali che
mancano di anima.
I vini bianchi devono essere serviti ad una temperatura di 10/12
gradi, mentre i rossi a 15/18. L'importante, comunque, è non eccedere.
Un paio di bicchieri aiutano a rilassarsi, ma ogni sorso in più
rappresenta possibilità in meno di essere in grado di sedurre.
Mai giocare con il cibo a meno che non si voglia dare vita a cattive
considerazioni da parte del partner e, soprattutto, ricordarsi
che la fretta è la peggior nemica del sex-appeal. Saper mangiare
è importante quanto saper cucinare secondo Manuel Vàzquez Montalbàn.
E il luogo migliore è la propria casa, dove l'intimità è al sicuro
dagli sguardi indiscreti dei vicini di tavolo. Ovviamente, se
il "pasto galeotto" si consuma tra le quattro mura domestiche,
nessun particolare della preparazione deve essere sbagliato, a
partire da come si imbandisce la tavola.
In ogni caso ci sono sempre due ancore di salvezza. La prima arriva
dalle scoperte di alcuni ricercatori dell'Illinois che hanno certificato
come ecciti sessualmente molto di più l'aroma domestico di mozzarella
e pomodoro su una buona pizza che ostriche e champagne. La seconda,
che se l'accurata cenetta non sortisce gli effetti sperati, comunque
si potrà andare a letto con la pancia piena.
Grandinotizie.it/10 agosto 2001
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