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A Roma è in mostra
l'arte dell'antica Persia. Fino al 22 luglio al Museo nazionale
di Arte Orientale è allestita l'Antica Persia. I tesori del
museo Nazionale di Teheran e la ricerca italiana in Iran.
Si possono ammirare opere scoperte "nel 1959, quando Tucci - Giuseppe
Tucci, ndr - aveva dato avvio alle indagini concentrando
gli sforzi principalmente su tre aree: la regione del Sistan nell'Iran
orientale, quella del Fars nel settore sudoccidentale e la città
di sfahan. Seguirono gli scavi nell'isola basaltica dell'Hamuni
Hilmand, che portarono alla luce un maestoso palazzo santuario;
a Qalai Sam, un centro fortificato; a Dahaneye Ghulaman, forse
l'antica Zarin capitale della Drangiana; a Shahri Sokhta, uno
dei maggiori siti archeologici dell'intera Asia sudoccidentale"
(Giuseppe M. Della Fina, Repubblica - 18 giugno
2001). Tra le migliaia di oggetti rinvenuti e messi in mostra,
da sottolineare i centosettantotto reperti di terracotta, di bronzo,
di argento, d'oro, di vetro e di pietra prestati per l'occasione
dal Museo Nazionale di Teheran e in grado di documentare la straordinaria
cultura dell'altopiano iranico, autentico ponte tra il vicino
Oriente e l'Asia Centrale" (Giuseppe M. Della Fina, Repubblica
- 18 giugno 2001).
Vittorio Sgarbi ha dato i suoi primi giudizi su Giuliano
Urbani Ministro dei Beni culturali. Intervistato da Concita
De Gregorio, l'ha così definito: "E' così delicato e gentile,
così beneducato. Somiglia a mio padre. Mi adora. Poi andremo anche
nei musei. Dice che il suo preferito è l'etnografico di Perugia.
Ce ne sono altri di pari interesse. Non so, gli Uffizi". Spiega
il perché della sua nomina: "Sa perché Berlusconi non mi dà il
ministero? Perché dico le parolaccie. E perché ho le donne. Agnelli
chiama Berlusconi, gli dice guarda che Sgarbi è valido. Io propongo
a Berlusconi di tenere l'interim del ministero a darmi la delega,
e mentre glielo chiedo già penso: ci metterà Urbani, che nella
sua mente è perfetto. È il mio contrario, mi neutralizza ed è
innocuo" (Repubblica - 21 giugno 2001).
A Londra si può ammirare l'accuratezza pittorica di Vermeer. La
mostra Vermeer e la scuola di Delft si annuncia come l'avvenimento
dell'anno in Inghilterra. Secondo Alessio Altichieri "sarà
l'avvenimento dell'estate, il "blockbuster" che ogni museo, quasi
fosse una major hollywoodiana, spera di piazzare. Perché Vermeer
è ormai, più che un pittore, un mito: è vero che già Proust definì
la sua "Vista di Delft" (ed Ernst Gombrich è d'accordo) "il più
bel quadro al mondo". Ma per i contemporanei i quadri di Johannes
Vermeer, piccoli e splendenti, sono gioielli: brillano come diamanti,
emanano luce propria, sono senza prezzo" (Corriere della Sera
- 20 giugno 2001).
Torniamo in Italia. A Firenze fino al 21 ottobre, c'è la mostra
L'Arme e gli Amori. La poesia di Ariosto, Tasso e Guarini nell'arte
fiorentina del Seicento. Wanda Lattes evidenzia che
sono presentate "proprio le scene e i personaggi della Gerusalemme
Liberata e dell'Orlando Furioso (da Goffredo di Buglione a Clorinda,
da Tancredi a Erminia, da Orlando ad Angelica, da Rinaldo a Agramante)"
(Corriere della Sera - 20 giugno 2001). Sono narrate "arme
e amori che nei primi decenni del Seicento finirono per travolgere
la fantasia dei fiorentini, colti e non, tutti allo stesso modo
contagiati dalla passione del granduca Ferdinando e della sua
corte". Lo scopo è "ricreare quell'atmosfera culturale così favorevole
alla "pia fantasia" in cui si ritrovavano colti e flessibili cortigiani,
come Giovanbattista Strozzi, che stimavano e diffondevano Orlando
e Gerusalemme "per mezzo di abili rime" (Corriere della Sera
- 20 giugno 2001).
Valentina Venturi/ Grandinotizie.it/ 25 giugno
2001 ore 17
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