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Valencia o Venezia?
La Biennale spagnola, quella veneziana e il Cenacolo

Il 9 giugno 2001 si apre della Biennale di Valencia che si intitola Comunicazione tra le arti che si chiude nel mese di ottobre. Paolo Vagheggi mette in risalto una curiosità: "Qualcuno ha già parlato di guerra delle V, dall'iniziale delle due città (nello stesso periodo si inaugura la Biennale di Venezia ndr), e perché commissario della mostra principale di Valencia, che ha per titolo Il corpo dell'arte, è Achille Bonito Oliva, che fu alla guida della manifestazione veneziana in un'edizione in cui era presente anche Harald Szeemann, che oggi muove i fili della Biennale italiana" (Repubblica - 28 maggio 2001). Il programma è molto ricco: "Valencia schiera tra i curatori, oltre a Bonito Oliva, Peter Greenaway, Robert Wilson, Emir Kusturica, Shiro Takatani, presenta artisti come Dinos & Chapman, Cristo, o Jean Fabre, nonché lo scrittore Manuel Vàzquez Montalbàn ed una rassegna dedicata alla web art, realizzata da kwArt, il portale dell'arte di Kataweb, in collaborazione con Shockart, visitabile on line dal 9 giugno" (Repubblica - 28 maggio 2001).

E contemporaneamente a Venezia si svolge "la quarantanovesima edizione della Biennale di arti visive di Venezia. Passerà alla storia per esser la più grande mai realizzata: tra i Giardini di Castello e l'Arsenale sono stati allestiti 27.000 metri quadrati coperti a cui vanno sommati 3500 metri quadrati all'aperto. In totale più di trentamila metri quadrati. Gli artisti presenti sono 286, i padiglioni nazionali 63, il più alto numero di partecipazioni nella storia della manifestazione" (Paolo Vagheggi, Repubblica - 4 giugno 2001). Paola Pollo mette in risalto una performance inusuale: "Alla Biennale dell'arte di Venezia, che senza almeno una provocazione a edizione non sarebbe la Biennale, ci saranno anche loro: le prostitute. Arriveranno dalla Cambogia, Taiwan, Thailandia, Usa, Germania, Francia. E dall'Italia, ovviamente. Che ci faranno lì? Performances dal vivo che diventeranno un video, che sarà proiettato per tutti i mesi dell'esposizione" (Corriere della sera - 4 giugno 2001).

A Firenze si sta organizzando il museo degli strumenti musicali dei Medici e dei Lorena nelle sale della galleria dell'Accademia di Firenze. "Qui viene presentata dal 28 maggio la straordinaria collezione granducale, nata da ciò che resta del ricchissimo lascito del gran principe Ferdinando I de' Medici (fino all'11 novembre). E' in queste sale che è esposta fra gli strumenti la celebre "viola medicea", costruita da Antonio Stradivari nel 1960, in assoluto lo strumento più famoso del celebre liutaio di Cremona perché l'unico pervenutoci nella sua forma originale e costituisce quindi l'unica testimonianza intatta del lavoro del più abile liutaio di tutti i tempi". (Repubblica - 28 maggio 2001)

L'arte italiana contemporanea è scrutata con attenzione e consapevolezza dal critico Achille Bonito Oliva. Ha infatti dichiarato che: "l'arte italiana, dall'informale alla transavanguardia, non è mai stata autobiografica, semmai pittura attraversata da un senso della storia che comprende necessariamente anche l'esistenza dell'individuo e degli stessi artisti" (Repubblica - 28 maggio 2001).

I restauri eccellenti cominciano a dare i loro frutti. Emilio Tadini analizza la cura e la perfezione con cui è stato riportato allo splendore originale il Cenacolo di Leonardo Da Vinci: "il restauro ha fatto riapparire, nitide, luminose, le povere cose di cui sostanzialmente è fatto ogni pasto quotidiano e che al tempo stesso lo simboleggiano. Il vino, il pane. Così, noi possiamo vedere ciò che davvero Leonardo voleva farci vedere, e capire senza ombra di dubbio il senso di tutta questa meravigliosa macchina figurativa. Viene da pensare che in queste cose dipinte Leonardo abbia deciso di rappresentare la solenne, definita riconsegna alla terra di quel valore assoluto prima custodito dal sacro" (Corriere della Sera - 1 giugno 2001).


Grandinotizie.it/ 5 giugno 2001 ore 18:40


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