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  Al Complesso del Vittoriano, fino al 7 luglio
Paul Cézanne
La mostra italiana interamente dedicata al maestro francese
 
  Cezanne - Autoritratto
 

L'occasione è di quelle imperdibili. A Roma sono esposte le opere più rappresentative del percorso artistico di Cezanne, nella mostra intitolata Paul Cézanne. Il padre dei moderni. Si tratta della prima mostra italiana dedicata a Cézanne dopo quella del 1920, quando 28 opere del pittore furono esposte nel corso di un'edizione della Biennale di Venezia.

"Non è stato facile - ha detto Walter Veltroni - organizzare una mostra di questa importanza nella situazione che si è venuta a creare nel mondo dell'arte dopo l'11 settembre". Dopo la tragedia di New York infatti, ha continuato il sindaco, "è diventato complesso ottenere a prezzi accettabili quei prestiti che sono necessari per allestire simili esposizioni. Ci siamo riusciti solo grazie ad un gioco di squadra, che ha visto impegnati in prima persona molti degli esponenti di questa amministrazione, e soprattutto all'intenso rapporto culturale che lega noi alla patria di Cezanne, la Francia".

Sono presentati settanta capolavori, che fanno luce sull'amore di Cézanne per Roma (dove non venne mai) e sul passaggio al post-impressionismo. Sono esposte tele provenienti dai maggiori musei del mondo. Alessandro Nicosia, presidente di Comunicare Organizzando, società che ha realizzato la mostra, ha precisato che l'85 per cento delle opere proviene da grandi istituti museali, quali il Metropolitan Museum di New York, il Musee d'Orsay di Parigi, il Museum of Fine Arts di Houston, il Museo Pushkin di Mosca, il Courtald Institute e il Victoria and Albert Museum di Londra, la Kunsthaus di Zurigo, il Musée Granet di Aix-en-Provence e la Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma. Solo il 15 per cento delle opere in mostra, proviene da collezioni private.

Il comitato scientifico, guidato da Claudio Strinati ha scelto due argomenti fondamentali, che vengono messi a fuoco nella rassegna. Innanzitutto la modernità di Paul Cézanne.

Essendo fortemente legato alla sua terra natale, l'Aix-en-Provence, Cézanne non si allontanò mai dalla Provenza e fu compreso soprattutto dai pittori a lui contemporanei, lasciando invece fredda la critica parigina. "Il suo influsso sull'arte del Novecento - ha detto Strinati - è stato invece grandissimo. Eppure - ha proseguito il Soprintendente del Polo museale di Roma - Cézanne non sarebbe stato felice di vedere il suo nome abbinato al concetto di modernità, che considerava un vero abominio".

"Il progresso per lui era uno scandalo e detestava l'illuminazione cittadina, perché violentava il rapporto dell'uomo con la natura e il passare del tempo. Ma certamente la sua arte è stata innovativa, poiché Cézanne riuscì a trarre da essa ciò che poteva dare, recuperandone la capacità di diventare ideologia e portare un messaggio di valori".

L'altro argomento dominante nella mostra del Vittoriano, è il legame tra Cézanne e Roma, illustrato dal direttore del Musee Granet di Aix-en-Provence, Denis Coutagne. Legame profondo, ha detto lo studioso, che va al di là delle sue origini italiane (piemontesi da parte paterna). "Ma Cézanne - precisa Coutagne - non è mai arrivato a Roma, pur potendoselo permettere (e anche se non amava viaggiare). Questo perché - prosegue Coutagne - per l'artista Roma era nella sua città natale, di cui trasforma la natura, l'architettura, persino il profilo delle ciminiere attraverso un vocabolario romano". E allora La montagna Saint-Victoire diventa il Colosseo o è il Soratte, in una continuità con l'antichità senza mitologia, con quel necessario distacco, che si trasforma in parziale silenzio.

Le opere della mostra illustreranno anche il passaggio al post-impressionismo, "in cui Cézanne - ha detto la curatrice del catalogo Maria Teresa Benedetti - riprende, dopo il periodo costruttivista, la pennellata a macchia, e in paesaggi d'acqua di grande impatto emotivo".

Tra gli oli su tela più significativi: Il Ponte di Maincy (1879-80), opera chiave del passaggio dell'artista dall'Impressionismo al cosiddetto periodo "costruttivo". Le Bagnanti (1875-76), fra le prime e più belle dedicate a questo tema. Il golfo di Marsiglia vista da l'Estaque (1885 c.), che ha rappresentato Cézanne alla mostra parigina del centenario dell'Impressionismo, La signora Cézanne in blu (1889-1890), immagine monumentale ed enigmatica.

 
 Ertè a Roma
 Protagonista l'art decò
 
 Firenze
 Giotto e Masaccio
 
 Vermeer
 La mostra a Londra
 
 Severini a Venezia
 Il futurismo sulla laguna
 
 Edward Munch
 A Verona fino al 6 gennaio
 
 Neorealismo
 In mostra il secondo '900
 

  Grandinotizie.it/ 08/marzo/2002
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