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La Pala di San Barnaba del Botticelli torna nella Galleria degli Uffizi. Era stata portata via, per essere sottoposta ad un delicato restauro, interamente finanziato dallo Stato. L'intervento è costato 170 milioni. Il restauro, come ha dichiarato la direttrice del museo Annamaria Petrioli Tofani, è stato reso necessario dalla tendenza della superficie pittorica al distacco e alla frammentazione.
La Pala di San Barnaba è l'ultima delle opere di Sandro Botticelli, conservate agli Uffizi, ad essere restituita alla fruizione pubblica. La pala raffigura una Madonna in trono col Bambino, quattro angeli e i santi Caterina d'Alessandria, Agostino, Barnaba, Giovanni Battista, Ignazio e Michele Arcangelo. E' nota come la Pala di San Barnaba, dal nome della chiesa di provenienza, tuttora esistente a Firenze e già di patronato dell'Arte dei Medici e degli Speziali. Fino al 1808, la Pala era posizionata sull'altare maggiore della chiesa fiorentina.
La data di creazione si aggira verosimilmente tra il 1485, data della Pala Bardi di Berlino e il 1487, anno probabile della Madonna della Melagrana degli Uffizi. La parte pittorica del restauro è stata condotta da Sandra Freschi e Nicola MacGregor. Il restauro del supporto ligneo è stato curato da Roberto Buda, con il corredo di indagini diagnostiche eseguite dalla Pan Art, sotto la direzione di Alessandro Cecchi.
L'intervento - con la cauta rimozione delle vernici collose che provocavano una dannosa trazione sul colore e falsavano la lettura del dipinto - ha consentito di soddisfare esigenze di natura sia conservativa che estetica, ottenendo il miglior recupero possibile del dipinto.
L'opera, per quanto pesantemente offuscata da uno spesso strato di vernici e patine alterate, è comunque in condizioni abbastanza buone, tali da far apprezzare la grazia melanconica degli sguardi e la delicata armonia fra disegno e colore che lo connotano e ne fanno una delle più riuscite opere sacre della piena maturità del Botticelli.
La pala di San Barnaba, insieme alla splendida predella, rimarrà ora esposta per tre mesi in una sala degli Uffizi accanto alla documentazione sulle fasi del restauro; successivamente sarà esposta nella sala insieme agli altri capolavori botticelliani della collezione degli Uffizi.
Valentina Venturi
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