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Oltre 94mila prenotazioni e 5.800 presenze per la mostra I luoghi della pittura alla Casa dei Carraresi, a Treviso. E' l'esposizione più completa mai dedicata in Italia al padre dell'impressionismo. I capolavori sono arrivati da tutto il mondo nonostante l'emergenza internazionale.
Ossessionato dalla luce, dalla necessità di cogliere l'istantaneità di ciò che vedeva e ritraeva, Claude Monet, lavorava contemporaneamente su diverse opere. Un lavoro incessante e faticoso che la mostra - aperta al pubblico fino al 10 febbraio - rende alla perfezione.
L'esposizione curata da Marco Goldin, si articola lungo un percorso che offre due possibilità eccezionali. Da una parte permette al visitatore di cogliere i diversi passaggi stilistici di Monet. Da una forma ancora in qualche modo classica delle prime opere, alla pienezza del periodo impressionista alle ultime opere che sembrano aprire la strada all'informale. Inoltre si viene coinvolti dal suo rapporto pieno con la natura, con la pittura plein air, sia essa legata all'amata Normandia, alle tante città e paesi frequentati e cercati, all'ultimo periodo nell'amata Giverny, con le ninfe e il ponte giapponese del giardino della sua dimora.
Complessivamente i dipinti presentati sono una novantina, anche se mancano ancora alcune opere attualmente esposte in altre sedi - come in Giappone - o quelli attesi dai musei bloccati dalle vicende dell' attacco terroristico dell'11 settembre scorso. ''Non so come faccio - scriveva Monet alla moglie - a fare questo mestiere, passare da un motivo all'altro, strizzandomi il cervello per mettere quanto più possibile di questa luce nelle mie tele: è il lavoro di un folle".
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