| |
Con il 2002 ci saranno sette Guggenheim sparsi in quattro Paesi diversi. Si prevede che accoglieranno sei milioni di visitatori ogni anno. Attualmente le sedi sono cinque: due a New York, una a Bilbao - progettata dall'architetto Frank Owen Gery -, il museo Peggy Guggenheim di Venezia e il museo di Berlino. L'attuale direttore Thomas Krens è riuscito a far approvare il piano per una nuova sede a New York - grande nove volte quella edificata da Frank Lloyd Wright nel 1943 - e un'altra a Las Vegas. Secondo Krens "una volta che sarà completata la nuova sede newyorkese, il Guggenheim offrirà l'opportunità di mostrare arte a nove milioni di spettatori annui". E difende la scelta della nuova sede nella "capitale del gioco": "Rispondo a chi storce il naso, che si tratta della città che cresce più rapidamente in America. Negli ultimi tre anni è stata costruita una scuola ogni mese". Nel frattempo in Italia si continua ad esporre l'arte dei grandi del passato. A Padova, ai musei Civici - fino al 15 luglio - è in mostra la tecnica scultorea di Donatello. Il titolo dell'esposizione è Donatello e il suo tempo. Il bronzetto a Padova nel Quattrocento e nel Cinquecento. Sono esposte circa un centinaio di opere, provenienti dalle maggiori raccolte italiane e straniere. Donatello arrivò a Padova alla fine del 1433. Per dieci anni nella sua officina creò opere che influirono sull'arte di Squarcione e di Mantegna, dei maestri lombardi come quelli veneti e ferraresi. La mostra parte dal decennio donatelliano per arrivare fino alle soglie del Barocco, coinvolgendo circa sette generazioni di scultori.
|
|
|