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  Una nuova tesi: non fu automutilazione
Gauguin vs Van Gogh
Chi tagliò l'orecchio? E a ottobre un Picasso mai visto
 
 
 

Vincent Van Gogh non si tagliò l'orecchio. Non si trattò di automutilazione, ma fu il collega e amico Paul Gauguin a mozzarglielo.

Questa è la tesi dell'esperta d'arte tedesca Rita Wildegans, contenuta in un libro di prossima pubblicazione.

La storica dell'arte ha esaminato a fondo gli eventi che portarono alla mutilazione il 23 dicembre del 1888 e ha studiato i documenti della polizia sul caso. Sostiene che fu il pittore francese Paul Gauguin, in una notte di litigi tra i due, in preda ai fumi dell'assenzio, a mutilare Van Gogh con un colpo solo. Sempre secondo le sue ricerche, Van Gogh non lo denunciò solo perché era troppo traumatizzato dalla violenza della loro rissa e non più padrone dei suoi nervi. L'ipotetico "colpevole" era ospite del pittore, nella sua casa ad Arles. Inizialmente la loro convivenza aveva come scopo la creazione di una comunità di artisti. Vivevano vendendo per pochi soldi i futuri capolavori, bevendo assenzio e frequentando il miglior bordello della città. Questo, secondo la Wildegans fu lo sfondo da cui esplose la lite furibonda tra i due, quella sera prima di Natale. I due litigarono prima in strada, poi nell'appartamento. Il mattino dopo la polizia trovò Van Gogh svenuto in casa, in una pozza di sangue.

Finora si sapeva che era stato lui stesso a recidersi il lobo dell'orecchio e a consegnarlo alla prostituta Rachel, dicendole "abbine cura". Tutto falso. Gauguin non ne poteva più delle angosce maniacali di Van Gogh, il quale temeva che l'amico lo lasciasse solo. Litigarono entrambi ubriachi, vennero alle mani e Paul recise d'un colpo l'orecchio di Van Gogh. Poi fuggì e si nascose in un albergo. La ricercatrice rivela, che più volte Van Gogh ha confessato nelle sue ultime lettere lo sgomento per la brutalità di Gauguin. "Io sono un relitto, ma lui è selvaggio come una belva… è capace di cose cui mai una persona normale giungerebbe".Douglas Druick curatore della mostra The studio in the South di Chicago smentisce tali rivelazioni. A suo avviso la tesi è assurda. Crede nell'automutilazione di Vincent, ma su un punto concorda con la Wildegans. Van Gogh aveva il terrore che Paul ponesse fine all'avventura della loro convivenza.

Rimanendo in tema di grandi artisti, dal 15 ottobre 2001 a Milano a Palazzo Reale saranno in mostra I Picasso di Picasso. Sono 14 opere, fra le 200 esposte che nessuno ha mai visto dal vero. Quadri mai esposti prima d'ora, provenienti dalle collezioni di un nipote, figlio di Paulo, Bernard Ruiz Picasso e della figlia Paloma (che figurano fra i curatori insieme al critico Bernice Rose). Saranno il nucleo centrale e segreto della mostra, costruita sull'idea di raccontare la vicenda artistica di Pablo Picasso attraverso le opere che conservò senza mai esporle, lungo tutta la sua vita. Racconta David Douglas Duncan, celebre fotografo di Life, che nel 1961 ebbe il privilegio di vedere i quadri. "Molti, non solo sconosciuti, sfuggiti a qualsiasi inventario ma diversi radicalmente da tutti gli altri Picasso che conosciamo".

 
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  Grandinotizie.it/ 23/luglio/2001
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