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Lo stile barocco nella penisola iberica porta il nome del pittore spagnolo Velázquez. Il suo talento segna lo sviluppo dell'arte spagnola e lo dimostra, tra l'altro, l'influenza che eserciterà molto più tardi su Francisco Goya.
Figlio di un gentiluomo portoghese, don Juan Rodriguez de Silva, e della sevigliana Jeromina Velázquez, il 6 giugno 1599 viene battezzato nella chiesa di San Pietro a Siviglia. Dopo una breve permanenza nel 1609 a servizio del pittore Herrera, Velàzquez inizia come apprendista tra il 1611 ed il 1617 nella bottega del pittore manierista Francisco Pachedo, autore di un importante trattato sulla pittura (El arte della pittura, 1649). Così si forma studiando la cultura pittorica dei suoi contemporanei, facendo riferimento in particolar modo al realismo italiano ed a quello fiammingo.
Il 23 aprile 1618 sposa la figlia del suo maestro, Juana Miranda De Pachedo. Tra il 1617 ed il 1623 esegue le sue prime opere. Sono due gli elementi che rendono identificabili i lavori giovanili del Velázquez. Innanzi tutto la tipologia dei soggetti - i bodegones, ovvero i dipinti di nature morte; i ritratti e le scene religiose - e poi la marcata impronta naturalista. Esempio di quest'ultima caratteristica è il Due giovani a tavola, opera eseguita dopo aver superato l'esame per l'ammissione alla corporazione di San Lucia, nel 1617 circa. Nell'Adorazione dei magi (1619), dipinto sacro, invece, compare addirittura un suo autoritratto. Infatti, Velázquez si ispira per questo genere a volti di uomini e donne comuni, appartenenti al popolo, alla sua città. La sua prima attività è volta quindi a rappresentare scene di vita paesana.
Velàzquez entra presto in contatto con letterati e poeti famosi di Siviglia grazie alla conquista di una certa fama nella ristretta cerchia degli intellettuali. Da queste conoscenze nasce l'interesse del pittore per la cultura classica che tornerà prepotente in molte delle sue opere a soggetto mitologico.
Nella primavera del 1622 fa il suo primo viaggio a Madrid, ma l'anno successivo torna nella capitale su invito del conte Olivares. Nell'agosto del 1623 dipinge il suo primo ritratto del re Filippo IV che lo nomina "pittore del re". Questo gli permette di stabilirsi definitivamente a Madrid con tutta la famiglia. Inaugura così un lungo ed intenso periodo di predilezione per il genere ritrattistico. Non tralascia comunque i soggetti mitologici, interpretati tuttavia con un taglio tutt'altro che classico. Questo è il momento della sua rapida ascesa che in pochi anni gli permette di raggiungere una posizione di supremazia.
Nel 1627 vince il concorso indetto dal re sul tema della cacciata dei moriscos e la vittoria gli frutta la carica di usciere di camera. Nel 1629 parte per Genova e trascorre due anni visitando Milano, Venezia, Parma, Roma e Napoli dove studia da vicino il Rinascimento e il Barocco italiano. Nella Fucina di Vulcano (1630), ad esempio, si ispira a Michelangelo.
Dopo il rientro in Patria nel 1631, il pittore torna a corte e riprende le mansioni di ritrattista - Principe Baldassarre Carlo e Conteduca Olivares -, nonché gli impegni di corte. Nel 1634 dirige i lavori per la decorazione della "Salone dei regni" del nuovo palazzo reale del Buen Retiro. Per quest'opera pensa a dodici scene di battaglia, su cui intervengono anche altri artisti, e dipinge molteplici ritratti reali equestri. Questa è l'opera più celebrata dell'arte barocca spagnola.
Invece, i ritratti di caccia della famiglia reale commissionati per la Torre de la Parada - il padiglione di caccia del re a Madrid - sono i dipinti più importanti del periodo compreso tra il 1638 ed il 1664. Sono poi degli anni 1643-44 le famose rappresentazioni di buffoni e nani di corte che, diversamente dalla tradizione vigente, vengono riprodotti con rispetto e simpatia.
Nel febbraio 1649 Velázquez torna in Italia con il compito di acquistare opere d'arte per il re. Soggiorna a Roma ed a Venezia dove dipinge le sue opere considerate più belle: Venere allo specchio, il ritratto di Juan de Pareja - ora al Metropolitan Museum of Art di New York - e quello di Papa Innocenzo X - palazzo Doria Pamphilj a Roma.
Tornato a Madrid nel 1651 realizza i suoi ultimi capolavori: il dipinto metà realistico e metà mitologico Las hilanderas (1653 o 1658) ed il ritratto di gruppo della famiglia reale con il suo autoritratto nell'atto di dipingere Las meninas (al Prado di Madrid).
Nel 1652 presta giuramento come maresciallo maggiore dei palazzi, la sua carica più importante. Nel 1659, dopo il rifiuto del re all'ennesimo viaggio in Italia, viene nominato cavaliere dell'Ordine di Santiago.
Nel 1660 si reca nei Pirenei per allestire il padiglione necessario alle nozze dell'infanta Maria Teresa con Luigi di Francia, ma rientrato a Madrid nel giugno dello stesso anno si ammala e poco dopo muore. E' il 6 agosto 1660.
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