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Nonostante la prematura morte, Egon Schiele ha avuto il tempo di produrre centinaia di opere espressioniste: definite forti, feroci, con poche pennellate essenziali, cariche di un'energia per certi versi unica. I suoi soggetti preferiti sono gli autoritratti e i nudi femminili. E' stato considerato da molti suoi contemporanei l'erede designato di Gustav Klimt.
Figlio di Adolf Schiele, capostazione, e di Marie Soukup, nel 1896 entra alla scuola inferiore di Tulln dove rimane fino al 1900. Dimostra subito una spiccata attitudine per il disegno.
Nel 1905 muore il padre, cui Schiele era molto legato. Suo tutore diventa lo zio Leopold Czihaczek. Ludwig Karl Strauch, insegnante di disegno al ginnasio, lo incoraggia nelle sue inclinazioni artistiche, e consiglia la famiglia di iscriverlo all'Akademie der bildenden Kunste di Vienna. Un anno più tardi Egon si presenta all'Accademia di Vienna dove, con i ritratti della madre, della sorella e di una domestica, viene immediatamente ammesso. Frequenta con profitto l'Accademia. Vive dapprima con la madre poi affitta uno studio in Kurzbauergasse. Conosce Gustav Klimt, dal quale viene incoraggiato a proseguire sulla strada dell'arte. Nel 1908, seri contrasti con il professor Christian Griepenkerl, direttore della scuola di pittura, inducono Schiele ad abbandonare l'Accademia. Lo stesso anno, per la prima volta, espone dieci opere nella Kaisersaal del convento agostiniano di Klosternenburg. Abbandonata l'accademia, lo zio smette di mantenerlo. Esegue alcuni disegni di indumenti, calzature, cartoline per la Wiener Werkstatte. Espone alla Kunstschau quattro tele di grandi dimensioni, tre ritratti e il perduto "Corrente di gioventù".
Nel 1910 vengono pubblicate tre delle cartoline di moda eseguite per la Wiener Werkstatte. Alla mostra della Galerie Pisko conosce Arthur Roessler, influente critico d'arte della Arbeiter Zeitung. Realizza ritratti di famose personalità dell'epoca. Di questo periodo sono alcune delle opere più conosciute tra cui il Nudo di ragazza con braccia incrociate sul petto: è un ritratto della sorella minore, con la quale Schiele ha un intenso rapporto affettivo: fugge con lei a Trieste e la ritrae spesso nuda. E' stata la sua prima modella, e il tipo fisico che Schiele continuerà a cercare nelle bambine che in seguito poseranno per lui. Nel 1911 espone alcuni suoi lavori (Ragazza dai capelli neri) alla Galerie Miethke di Vienna. Espone a Monaco e diventa membro del circolo artistico Sema, di cui fanno parte anche Alfred Kubin e Paul Klee. Nel 1912 prosegue un'intensa attività espositiva tra Budapest, Hagen, Vienna, Colonia e Monaco. Accusato di aver sedotto una minorenne, passa un mese nel carcere di Sankt Polten, e si trova confiscati centoventicinque disegni considerati osceni. Un anno più tardi entra nel Bund Osterreichischer Kunstler espone ancora a Budapest con l'associazione. Nel 1914 conosce Robert Philippi, dal quale Schiele apprende le tecniche di intaglio del legno e incisione dell'acquaforte. Viene esonerato alla prima chiamata per la guerra. Il 31 dicembre inaugura alla Arnot Galerie di Vienna una grande personale.
Nel 1915 sposa Edith Harms e il 21 giugno, rivisto alla seconda leva, viene arruolato. E' dapprima destinato alla guarnigione di Praga, poi a Neuhaus in Boemia e infine a Vienna. Partecipa alla Wiener Kunstschau, all'esposizione del Bund Osterreichischer Kustler e alla mostra della Secessione di Monaco. È trasferito quindi a Muhling, nelI'Austria inferiore come scritturale presso la cancelleria militare. All'inizio del 1917 è a Vienna. Partecipa alla Kriegsausstellung, espone al Glaspalast, ancora a Monaco e al Museo Francisco-Carolino di Linz. Collabora al periodico "Der Anbruch". Progetta una libera associazione artistica, la Kunsthalle.
Muore il 31 ottobre del 1918 stroncato da un'epidemia di febbre spagnola che aveva ucciso, pochi giorni prima, la moglie, al sesto mese di gravidanza. Dell'ultimo Schiele è senz'altro da ricordare La famiglia, tra i dipinti più riusciti. Un ritratto della famiglia mai esistita.
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