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A Milano, fino al 9 giugno 2002
Ernst Ludwig Kirchner
In mostra le opere del fondatore dell'Espressionismo
  Ernst Ludwig Kirchner

Milano, Fondazione Antonio Mazzotta, Foro Buonaparte, 50
Dal 23 febbraio al 9 giugno 2002
Orari
: tutti i giorni dalle 10 alle 19.30. Martedì e giovedì dalle 10 alle 22.30. Chiuso lunedì e domenica 31 marzo 2002 (Pasqua).
Biglietti: intero € 8. Ridotti € 5,50/4,50
Telefono: 02/878197
Fax:02/8693046
Catalogo:Edizioni Gabriele Mazzotta
Link: www.mazzotta.it

 


Alla Fondazione Mazzotta è allestita la prima mostra antologica dedicata a Ernst Ludwig Kirchner, il fondatore dell'Espressionismo. La rassegna è organizzata in collaborazione con la Provincia di Milano e il Goethe Institut.

I quadri di Kirchner sono intrisi del travaglio esistenziale e morale, provocato in Europa, soprattutto in Germania, dagli sconvolgimenti dei primi decenni del Novecento. Un disagio che lo travolse fino al suicidio. L'esposizione comprende circa 150 opere, tra dipinti, disegni e grafiche. Oltre che dai due musei di Berlino e Davos, che hanno dato il contributo maggiore, provengono anche da altre istituzioni e collezioni private europee.

La mostra milanese, curata da Magdalena M. Koeller, direttrice del Brucke Museum di Berlino, e da Roland Scotti, direttore del Kirchner Museum di Davos, ripercorre tutte le fasi, artistiche ed esistenziali, dell'avventura umana di Kirchner.

Attraverso gli anni prima di Dresda poi di Berlino e i lunghi soggiorni a Davos, Kirchner si rifà a Vincent Van Gogh di cui l'entusiasma la capacità espressiva del colore, poi a Matisse che lo colpisce con il suo segno libero, Gauguin che lo introduce all'arte primitiva, i Futuristi di cui apprezza la violenta scomposizione dell'immagine.

L'elemento che unifica i suoi numerosi periodi artisitici, è l'attenzione al colore, testimoniata dall'intensità delle sperimentazioni cromatiche dell'artista che inventa sempre nuovi accordi. Tematicamente la ricca selezione di opere, eseguite in tutte le varie tecniche, sottolinea tre filoni tra i più rappresentativi dell'artista, come il nudo, il ritratto e il paesaggio, urbano ma soprattutto alpino.

All'inizio del secolo scorso fonda, con altri artisti, suoi compagni, il Die Brucke (Il Ponte). Il movimento artistico è stato poi definito dagli storici dell'arte Espressionismo. Kirchner voleva creare un ponte tra le varie correnti dell'avanguardia europea, dal Post Impressionismo al fauvismo e anche al futurismo italiano, con un'attenzione anche al Rinascimento tedesco e all'arte primitiva.

A queste premesse artistiche si aggiunse una particolare sensibilità sociale che lo fece diventare una figura emblematica della cultura tedesca. Incarnò le sue utopie e i drammi, dando forma a quella visione tragica della vita e del mondo che fu alla base dell'Espressionismo stesso.

La sua sensibilità lo portò a subire un vero e proprio tracollo nervoso. Tentò di riprendersi, rifugiandosi nel 1917 nelle montagne svizzere. Qui rielaborò la sua pittura nelle forme e nelle cromie, arrivando a una marcata visione astratta, da lui definita forma visionaria.

Non fu in grado di sopportare il peso dei nuovi e ancor più profondi sconvolgimenti che l'avvento del nazismo minacciava: alla vigilia della Seconda Guerra mondiale si tolse la vita.

 
Valentina Venturi/Grandinotizie.it 27 febbraio 2002


 
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