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"Un diamante è per sempre". E' il testo di un celebre spot pubblicitario. Ma da dove vengono i diamanti, come si formano e da quanto tempo ricoprono il ruolo di simbolo massimo del potere? A queste e a molte altre domande risponde la mostra Diamanti. Arte Storia Scienza, allestita dal 1 marzo al 30 giugno alle Scuderie del Quirinale di Roma.
La rassegna nasce in collaborazione con il Museum National d'Histoire Naturelle di Parigi. Esamina da due punti di vista la storia dei diamanti. Quello storico-artistico, che offre un percorso fra le opere e gli oggetti d'arte che hanno il diamante come protagonista e un punto di vista scientifico e naturalistico, che ne svela i segreti.
La sala introduttiva, ad esempio, permette di comprendere meglio l'origine misteriosa dei diamanti - a 150 Km. di profondità nelle viscere della terra - e la loro propulsione in superficie all'epoca delle violente eruzioni vulcaniche. Gli oggetti in mostra sono duecento: documenti storici, trenta dipinti, più di 150 gioielli e 20 grandi diamanti celebri per un valore totale di più di 500 milioni di Euro.
La mostra arriva fino ai dipinti del Novecento: gli Sposi di Gino Severini, i famosi ritratti di Giacomo Balla e di Giorgio de Chirico, e Diamonds dust shoes di Andy Warhol.
Diamanti offre anche l'occasione per un particolare giro del mondo. Il visitatore passa dalle miniere indiane e dal mondo dei Maharajas (gioielli mogol, parure, ornamenti di turbanti e alcuni tra i più celebri diamanti al mondo), alle terre del Brasile, dove nel 1726 vennero scoperte grandi quantità della preziosa pietra. I re del Portogallo ne trassero tutto il beneficio, facendo realizzare gioielli di straordinaria bellezza tra cui il famoso Vello d'oro, che con i suoi 300 carati di diamanti, è probabilmente il più importante gioiello storico conservato in Europa.
Il giro del mondo prosegue in Africa del Sud, dove nel 1866 la scoperta di miniere di diamanti resero le preziose pietre non solo più appannaggio delle elites, ma anche ornamento della nuova borghesia industriale. Di queste miniere sono esposte in mostra le fotografie del Gruppo De Beers e degli esemplari di diamanti celebri realizzati da grandi gioiellieri, che si formarono e affermarono proprio in questo contesto di committenza borghese.
Fra i pezzi più famosi e preziosi: il De Beers Millenium Star, l'Occhio della Tigre e l'Occhio dell'Idolo, mitica pietra che ornava la fronte di Shiva in un tempio Indù, il Dutoitspan, che con i suoi 616 carati è il più grande diamante grezzo del mondo.
Per gli appassionati di anelli di fidanzamento, sono in mostra sei anelli rinascimentali della collezione Power of Love del Gruppo De Beers. Testimoniano la tradizione del genere, che trae spunto dalla mitologia greca ed è presente fin dai tempi dei romani nell'accezione di simbolo di amore eterno.
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