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Il fiore che come
fiamma esce da un vaso, o che giace morente su un tavolo, che
sfolgorante di gradazioni colora l'ambiente o pallido delicatamente
affiora da emozioni lontane. E' lui il protagonista dell'insolita
mostra Fiori d'autore. Il Novecento italiano, a Palermo
nei locali di Palazzo Ziino fino al 6 gennaio 2002.
Attraverso le 53 opere pittoriche dei più importanti maestri del
Novecento italiano, si colgono le diverse trasformazioni che ha
subito il tema del fiore, lungo la storia dell'arte del Novecento.
Le interpretazioni variano: da simbolo di vitalità e gioia o di
morte e vanità, di romanticismo, di nostalgia o sensualità, di
passione, gioia o malinconia.
I tre principali protagonisti dell'esposizione sono Giorgio
Morandi, Filippo De Pisis e Mario Mafai. Con
le dovute diversità interpretative, in tutti e tre gli autori
il fiore diventa specchio dell'anima. Per Morandi - presente con
più di dieci opere - e Mafai, si tratta della prima importante
occasione di esposizione pubblica in città.
Accanto ad essi, nell'allestimento sempre ben fatto e articolato
dell'architetto della Sovrintendenza Antonio Di Lorenzo,
si alternano in una sapiente orchestrazione le nature morte floreali
di Antonietta Raphael, Ottone Rosai, Melli,
Donghi, Casorati, Francalancia, Licini,
Trombadori, Tosi. E ancora Capogrossi, Morlotti,
Afro e il siciliano Piero Guccione.
Un motivo in più per non perdere la mostra, è la presenza di un
bellissimo Fiore Futurista di Giacomo Balla del
1920, dove la forma del fiore diventa quasi un pretesto per uno
scoppiettante e fantasioso gioco di forme e colori, di sapore
quasi astratto.
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