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L'espressionismo germanico come metodologia artistica di tutto il Novecento. E' quello che tenta di dimostrare la mostra di Torino intitolata l'Espressionismo. Presenza della pittura in Germania dal 1900 al 2000.
Si comincia dai precursori: ci sono opere di Lovis Corinth, Paula Modersohn Becker, che hanno contribuito al rinnovamento dell'arte tedesca tra i due secoli. Poi sono esposti dipinti delle due correnti principali dell'espressionismo. Ernst Ludwig Kirchner e il gruppo del Ponte e Wasilij Kandinskij e il Cavaliere Azzurro. Helmut Friedel, uno dei curatori della mostra chiarisce che "il loro caratteristico uso del colore, il linguaggio diretto, la "fisicità" della composizione, insomma il privilegiare una sorta di energia, di forza impulsiva e intuitiva a discapito di quella intellettuale sono caratteristiche generalissime del loro operare".
Dal secondo dopoguerra al 2000 gli artisti sono stati selezionati secondo un doppio criterio. Da una parte sono mostrati i fenomeni di continuità con l'espressionismo. Dall'altra vengono presentati artisti come Richter, Kiefer e Baselitz, che hanno superato il movimento d'origine, ma senza eliminarlo.
Le opere esposte provengono da collezioni pubbliche e private, ma soprattutto dalla Galleria civica d'arte moderna e contemporanea Lenbachhaus di Monaco. La mostra consente quindi di avere una visione globale, di uno dei movimenti fondamentali per la storia dell'arte.
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