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Alla Galleria Blu, fino al 22 novembre
L'arte di Burri
Il percorso dell'artista dei cretti dal 1953 al 1973

Peppino Palazzoli gallerista e mecenate, ha sempre creduto nell'arte di Alberto Burri. Grazie a questo rapporto di totale fiducia, è possibile ora ammirare opere eccezionali di Burri, in mostra alla Galleria Blu di Milano.

Sono due i motivi che rendono questa esposizione straordinaria. Primo perché non è facile riunire capolavori importanti come quelli di Burri. E poi perché per la prima volta in assoluto, sono proposti preziosi documenti inediti, conservati fino ad ora negli archivi della Galleria Blu di Milano, che permettono di approfondire la conoscenza dell'artista.

Elena Pontiggia nel catalogo, chiarisce il valore dell'esposizione. "Si vuole ricostruire attraverso opere, lettere, fotografie, recuperando alcune tra le traccia rimaste (cataloghi, locandine, biglietti, ritagli di giornale, carte e documenti vari), la storia di quel rapporto di lavoro. O meglio - prosegue la Pontiggia -, la storia di quella amicizia, che accompagnò un segmento importante della vicenda artistica di quegli anni. Perché tale fu: un'amicizia. Loro, Alberto Burri e Peppino Palazzoli, chiamavano Santa Alleanza quel contratto esclusivo che li legò dal giugno 1957".

La galleria Blu - fondata nel 1957 - fu inaugurata proprio con i 24 Bianchi, una personale del grande maestro-amico. Le opere presentate oggi sono venti, dal 1953 fino al 1973. Permettono di comprendere a pieno il percorso creativo dell'artista. Dai famosi sacchi della metà degli anni Cinquanta, alle combustioni, che nel decennio seguente sperimentano vari materiali (dalle carte e dai legni alle plastiche). Per arrivare al cretto che inaugura la stagione relativa agli anni Settanta. Un tragitto artistico segnato da opere simbolo nella ricerca di Burri, quali: il Grande sacco del 1954 (cm 150x250), Sacco e rosso del 1955, Nero, combustione su tela del 1956 (cm 190x54), Nero con punti rossi del 1957, Plastica del 1964 e Bianco del 1973. Tra i numerosi documenti esposti, anche alcune foto inedite realizzate dall'artista.
Lo stesso Burri ha dichiarato: "Palazzoli è stato il mio unico mercante, l'unico al quale affidavo i miei quadri perché li vendesse, li esponesse, insomma ci facesse tutto quello che doveva farci… ed è andato tutto magnificamente bene, in totale amicizia si-no alla sua morte". Brano tratto dal volume di Stefano Zorzi Parola di Burri, edito da Umberto Allemandi & C. del 1995.

 
Valentina Venturi/ Grandinotizie.it/17 settembre 2001


 
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