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Peppino Palazzoli
gallerista e mecenate, ha sempre creduto nell'arte di Alberto
Burri. Grazie a questo rapporto di totale fiducia, è possibile
ora ammirare opere eccezionali di Burri, in mostra alla Galleria
Blu di Milano.
Sono due i motivi che rendono questa esposizione straordinaria.
Primo perché non è facile riunire capolavori importanti come quelli
di Burri. E poi perché per la prima volta in assoluto, sono proposti
preziosi documenti inediti, conservati fino ad ora negli archivi
della Galleria Blu di Milano, che permettono di approfondire la
conoscenza dell'artista.
Elena Pontiggia nel catalogo, chiarisce il valore dell'esposizione.
"Si vuole ricostruire attraverso opere, lettere, fotografie, recuperando
alcune tra le traccia rimaste (cataloghi, locandine, biglietti,
ritagli di giornale, carte e documenti vari), la storia di quel
rapporto di lavoro. O meglio - prosegue la Pontiggia -, la storia
di quella amicizia, che accompagnò un segmento importante della
vicenda artistica di quegli anni. Perché tale fu: un'amicizia.
Loro, Alberto Burri e Peppino Palazzoli, chiamavano Santa Alleanza
quel contratto esclusivo che li legò dal giugno 1957".
La galleria Blu - fondata nel 1957 - fu inaugurata proprio con
i 24 Bianchi, una personale del grande maestro-amico. Le
opere presentate oggi sono venti, dal 1953 fino al 1973. Permettono
di comprendere a pieno il percorso creativo dell'artista. Dai
famosi sacchi della metà degli anni Cinquanta, alle combustioni,
che nel decennio seguente sperimentano vari materiali (dalle carte
e dai legni alle plastiche). Per arrivare al cretto che inaugura
la stagione relativa agli anni Settanta. Un tragitto artistico
segnato da opere simbolo nella ricerca di Burri, quali: il Grande
sacco del 1954 (cm 150x250), Sacco e rosso del 1955,
Nero, combustione su tela del 1956 (cm 190x54), Nero
con punti rossi del 1957, Plastica del 1964 e Bianco
del 1973. Tra i numerosi documenti esposti, anche alcune foto
inedite realizzate dall'artista.
Lo stesso Burri ha dichiarato: "Palazzoli è stato il mio unico
mercante, l'unico al quale affidavo i miei quadri perché li vendesse,
li esponesse, insomma ci facesse tutto quello che doveva farci…
ed è andato tutto magnificamente bene, in totale amicizia si-no
alla sua morte". Brano tratto dal volume di Stefano Zorzi
Parola di Burri, edito da Umberto Allemandi & C.
del 1995.
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