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A Milano a Palazzo Reale si celebrano i primi cento anni di attività
dell'Istituto Geografico De Agostini, nella mostra Segni
e sogni della Terra. Il disegno del mondo dal mito di Atlante
alla geografia delle reti. Dal 27 settembre si può percorrere
l'evoluzione storica della rappresentazione del pianeta Terra,
dalle scoperte dei babilonesi fino a Marco Polo, da Niccolò
Copernico e Isaac Newton alle sorprendenti tecniche
attuali della geografia delle reti.
La rassegna offre la possibilità di osservare l'evoluzione della
scienza: dalla misura della casa, fino alla massima dimensione
percorribile o immaginabile verso l'astronomia e la cosmografia.
E' anche possibile visionare strumenti provenienti dai più importanti
musei europei ed extraeuropei in un'ottica non eurocentrica,
ma di apertura verso le altre culture e civiltà.
Un viaggio tra arte e scienza, immaginazione e realtà dal 2000
a.c. fino alla geografia delle reti e al futuro. L'ultima sezione
è curata dalle agenzie spaziali Asi, Esa, Telespazio
e Alenia. Molti gli effetti speciali grazie all'installazione
di sofisticate strumentazioni. Si può galleggiare nello spazio
da migliaia di chilometri di distanza, ci si può muovere in una
dimensione virtuale, spaziando nella mappa terrestre come all'interno
di un videogioco.
Il comitato scientifico che ha organizzato la mostra è composto
da importanti studiosi italiani e stranieri. Tra gli altri Peter
Barber, responsabile della sezione mappe della British
Library di Londra; Monique Pellettier, studiosa ed
esperta di storia della cartografia e direttore del Dipartimento
di carte e piante della Bibliotéque Nationale di Parigi;
Giovanni Caprara, giornalista scientifico del Corriere
della Sera; Carlo Pirovano, storico dell'arte e coordinatore
del comitato scientifico; Umberto Eco, semiologo; Enrico
Gamba, docente di Storia della matematica presso il Dipartimento
di matematica e fisica dell'Università Cattolica di Brescia.
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