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Verona, Palazzo Forti, fino al 6 gennaio
Edward Munch
Il subconscio attraverso la pittura dell'artista norvegese

Palazzo Forti, da poco restaurato, ospita la mostra dedicata all'opera di Edward Munch l'Io e gli Altri. L'esposizione presenta circa 100 capolavori del grande artista norvegese che ha legato il suo nome alla psiche tormentata della modernità. E' un vero e proprio percorso antologico che segue le tracce delle tipologie del ritratto e dell'autoritratto. Sono infatti questi i principi attorno a cui ruota la crisi esistenziale e l'energia espressiva di Munch. E' l'incubo della ragione a scandire l'intreccio dei sentimenti e delle vicende della sua vita.

La sua rivoluzione artistica e culturale parte dalla certezza che "non si dipingeranno più interni con gente che legge o donne che lavorano a maglia. Si dipingeranno uomini che vivono, che soffrono, che amano". Munch vuole "cercare le segrete forze di vita, per tirarle fuori, riorganizzarle, intensificarle allo scopo di dimostrare il più chiaramente possibile gli effetti di queste forze sul meccanismo che è conosciuto come vita umana, e nei suoi conflitti con altre vite umane".

Le opere in mostra trasportano il visitatore in un'altissima tensione emotiva. Tra queste spiccano, per fama e motivazioni psicologiche, quelle relative a Tulla Larsen. Munch è riuscito a seguire attraverso i suoi autoritratti, l'evoluzione esistenziale della propria vicenda umana. Fino all'ultimo, straordinario autoritratto davanti all'orologio che contrassegna lo scorrere inarrestabile del tempo.

Munch è riuscito a rappresentare l'era delle tensioni moderne, dei forti sentimenti, delle reazioni emotive non più nascoste dal formalismo pittorico ottocentesco, ma pronte ad esplodere oltre i confini del subconscio.

 
Valentina Venturi/ Grandinotizie.it/ 14 settembre 2001


 
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