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Dal 9 settembre, a Palazzo Grassi
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La più grande esposizione mai allestita. In mostra 250 opere

Dopo sei mesi dalla sua scomparsa - il 18 febbraio 2001 - torna Balthus. Venezia dal 9 settembre a Palazzo Grassi, ospita più di 250 opere di uno dei più famosi artisti del Novecento.

Balthazar Klossowsky de Rola, questo il vero nome di Balthus, si rifaceva alla pittura di Masaccio e Piero della Francesca e ammirava Nicolas Poussin e Caravaggio. Le sue opere scandalizzano il mondo artistico parigino. Nel 1934 la sua prima esposizione alla Gallerie Pierre suscitò enorme scalpore. Quadri come La rue o Alice erano pregni di erotismo e sensualità, argomenti mai dipinti così.

Nelle 36 sale del settecentesco palazzo veneziano - il cui allestimento è curato da Gae Aulenti e Francesca Fenaroli - sono disposte più di 250 opere, provenienti da circa 90 fra musei, collezioni private e istituzioni. Tra gli altri il Metropolitan Museum e il Museum of Modern Art di New York, il Centre George Pompidou, il Museo Picasso di Parigi e la Tate Gallery di Londra.

La mostra è ordinata secondo l'ordine cronologico delle opere di Balthus. In tutto sono nove sezioni, che partono dalle prime esperienze pittoriche della seconda metà degli anni Venti, per arrivare alle ultime opere degli anni Settanta.

Manca solo uno dei suoi dipinti più famosi, La Montagne. E' esposta al Metropolitan Museum di New York che non l'ha concessa per la delicatezza della tela. A parte questa "defezione" motivata, si possono ammirare quadri inestimabili. Ad esempio il più piccolo dipinto eseguito da Balthus, Illustrazion caricaturale de l'Enjambement de P. J. Jouvel, che misura meno di dieci centimetri. Ma anche quello più grande: dieci metri quadrati per l'olio su tela del Passage du Commerce de Saint Andrè.

Secondo Jean Clair - curatore della mostra - Balthus appartiene "ad una temperie spirituale prossima alla Metafisica e al Realismo Magico degli anni Trenta".


 
Valentina Venturi/ Grandinotizie.it/ 29 agosto 2001


 
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