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Picasso. 200 capolavori dal
1898 al 1972. Questo il titolo della mostra che si terrà a Milano, a Palazzo
Reale, dal 15 settembre 2001 fino al 27 gennaio 2002. Sarà l'unica retrospettiva
italiana dedicata a Pablo
Picasso.
(Anche Grandinotizie.it, in occasione dei 120 anni dalla nascita, dedica
una
galleria all'artista spagnolo)
La mostra è organizzata secondo un percorso cronologico. Le opere presentate in
tutto sono duecento. Del periodo blu ci sarà l'incisione Pasti frugale.
La rivoluzione cubista è rappresentata dagli studi di nudo preparatori per Les
demoiselles d'Avignon. Sono presenti opere degli anni Venti, quando Picasso
era influenzato dall'arte italiana e da quella classica. Del periodo incentrato
sul tema della donna e della maternità, ci sono i dipinti Donna e bambino,
Ritratto della signora Picasso, Ritratto della signora Picasso II.
Molti lavori presentati provengono dalla collezione privata del grande pittore
spagnolo, quelli che tenne a lungo per sé. La rassegna è curata da Bernice
Rose e Bernard Ruiz Picasso, con la collaborazione di Paloma Picasso.
Il loro contributo ha fatto sì che la rassegna offra sia opere che rappresentano
l'itinerario artistico di Picasso, sia l'esposizione del mondo degli affetti del
pittore, le mogli, le muse ispiratrici, i figli, che lui trasfigurò con il suo
genio.
L'aspetto privato dell'arte di Picasso. E' questo il punto di forza della
mostra. Oltre ai dipinti, alle incisioni, alle ceramiche e ai costumi originali
di Parade - rivoluzionario balletto cubista messo in scena nel 1917 da
Djaghilev - saranno esposte opere che Picasso tenne nel suo atelier. I
Picasso di Picasso, come comunemente vengono definiti: tele da cui non volle
mai separarsi, perché simboli affettivi. In un numero così cospicuo non sono mai
state presentate al pubblico: permetteranno di gettare uno sguardo inedito sulla
sua personalità di uomo e di padre.
La rassegna spazia su tutta la produzione artistica di Picasso. Dagli esordi spagnoli
ai primi contatti con l'ambiente artistico parigino, dai periodi blu e
rosa alla sperimentazione cubista, dal ritorno all'ordine della parentesi
neoclassica alla metamorfosi stilistica degli anni Trenta, dalle opere di denuncia
contro l'oscurantismo fascista fino all'ultima stagione creativa.
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