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Dopo oltre due
secoli la collezione artistica Giustiniani è tornata a casa. Dal
26 gennaio 2001 fino al 15 maggio la preziosa e celebre raccolta
era in mostra a Palazzo Giustiniani, sede degli uffici del Senato
della Repubblica.
L'esposizione ha il suo fiore all'occhiello in un gruppo di tele
del Caravaggio. Cinque: Incredulità di San Tommaso;
Amore Vincitore; Il suonatore di liuto, Incoronazione
di spine; San Gerolamo.
Proprio i proprietari del palazzo sono stati per un periodo i
mecenati del pittore come di altri a lui contemporanei. La loro
collezione totalizzava seicento opere e nella grande mostra, che
sta riscuotendo un clamoroso successo, sono esposti molti di questi
autori.
Da Lorenzo Lotto a Paolo Veronese, passando per
Luca Cambiaso e Gherardo delle Notti, tutti a fare
bella mostra di sé nella cornice d'eccezione di Palazzo Giustiniani.
Ma anche Dirk van Baburen, Nicolas Regnier, Ribera
Cecco del Caravaggio, Annibale e Ludovico Carracci,
Nicolas Poussin, Valentin Manfredi, Cavalier
d'Arpino e Claude Lorrain. Settanta opere dei grandi
maestri del barocco.
I capolavori di Caravaggio presentati sono cinque. Tra questi
particolarmente significativi L'Incredulità di San Tommaso,
con il Cristo apparso ai suoi apostoli dopo la Resurrezione, l'Incoronazione
di spine, che raffigura il momento in cui due manigoldi impongono
la corona di spine a Gesù, l'Amor vincitore, che rappresenta
il trionfo dell'amore divino, quadro realizzato dopo la morte
del marchese Vincenzo Giustiniani. Il mecenate era giunto
a possederne addirittura quindici. Qualche pezzo della sua collezione
però è andato distrutto durante il secondo conflitto mondiale
mentre altri sono stati trafugati, sembra, dall'Armata Rossa.
La collezione è stata acquistata dal re di Prussia nel 1800, poi,
come spesso accade, è stata dispersa in vari Paesi, europei e
non. Uno dei fattori più suggestivi della mostra è che è stata
allestita nelle stesse sale in cui i quadri hanno visto la luce.
Il piacere di quell'epoca ormai lontana vive negli spazi perpetui
delle sale dove il gusto dei proprietari, amanti dell'arte, è
ancora palpabile.
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