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Venezia, dal 26 maggio al 28 ottobre
La danza in Severini
La figura femminile danzante nella produttività futurista

Dopo cinquant'anni dalla XXV Biennale di Venezia del 1950, torna Severini futurista. A Venezia al Peggy Guggenheim Collection, sarà in mostra Gino Severini. La danza, 1909 - 1916, dal 26 maggio al 28 ottobre.

E' una mostra unica che raccoglie cinquanta opere dell'artista di Cortona e più di quaranta lavori di europei suoi contemporanei. A partire da Georges Seraut viene mostrato il tema della danza in tutte le sue caratterizzazioni. La figura femminile danzante ritrova in questa mostra la stessa centralità che ebbe nella prima grande esposizione personale, avvenuta nel 1913 alla Malborough Gallery di Londra.

Le opere esposte provengono da grandi collezioni pubbliche e private: Museum of Modern Art e il Metropolitan Museum of Art di New York, il Centre George Pompidou e il Musée Rodin di Parigi, il Museo Thyssen-Bornemisza di Madrid, la Tate Gallery di Londra. Alcuni dipinti sono estremamente rari. Ad esempio il Geroglifico dinamico del Bal Tabarin del 1912 - proveniente dal Museum of Modern Art di New York - è stato esposto solo una volta in Italia. Souvenirs de Voyage - collezione privata - era disperso dal 1911 e riapparso nel 1994 in Francia. Per le opere su carta sono riuniti, per la prima volta, la serie quasi completa delle danzatrici e dei ritratti femminili, eseguiti a carboncino o a gouache (tempera) su carta. Infine i pastelli più astratti del 1913.

L'ispirazione al tema della mostra deriva da due quadri presenti nel museo Guggenheim di Venezia: Ballerina blu del 1912 appartenete alla Collezione Gianni Mattioli e Mare = Ballerina del 1914 di proprietà della collezione Peggy Guggenheim. L'esposizione intende dimostrare la centralità della danza moderna - dei cabaret, dei cafè-chantant e dei music-hall - nel rinnovamento delle arti visive europee fra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento.

In particolare per Severini la danza, durante il periodo futurista divenne l'icona della modernità, metafora del dinamismo e strumento privilegiato dell'esplorazione di nuove modalità percettive.

Sono presenti anche dipinti, sculture, opere su carta e fotografie dedicate al tema della danza da parte di artisti contemporanei a Severini. I futuristi Umberto Boccioni, Giacomo Balla, Mario Sironi, Enrico Prampolini, Nevinson; i vorticisti inglesi Henri Gaudier-Brzeska, Christofer Richard W. Nevinson e Lewis; esponenti del movimento Die Brucke Ernst Ludwig Kirchner ed Eric Heckel; fino a Teo van Doesburg. Dello scultore François-Auguste Rodin sono proposti degli studi dal vero di danzatrici in movimento e un prezioso ritratto di Isadora Duncan.

E' proiettato anche il film Gino Severini, realizzato nel 1967 dal regista Sandro Franchina, nipote dell'artista. Sono previsti accompagnamenti musicali: 70 minuti di brani dei primi due decenni del secolo d'ispirazione futurista eseguiti al pianoforte da Daniele Lombardi, musicista, artista, compositore e ricercatore di musica futurista.

Daniela Fonti curatrice della mostra, ha dichiarato che in questo anno in Italia verso il Futurismo si è creata "una congiuntura di vivissimo interesse".

Valentina Venturi

 
Grandinotizie.it/17 maggio 2001 ore 20:50

 
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