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Il genio del Merisi
Esposte 177 opere del Seicento, tra cui 20 del Caravaggio

Scoprire l'arte italiana di un preciso periodo storico: è questo lo scopo della mostra Caravaggio e il genio di Roma, 1592-1623. Attraverso 177 opere: 20 di Caravaggio e poi di Rubens, di Elsheimer, del Guercino e del Carracci.

Le opere di Caravaggio provengono dalla mostra londinese Caravaggio, The genius of Rome, 1592-1623 nella quale erano presenti solo i quadri di Michelangelo Merisi. L'operazione italiana invece tende al recupero del filo storico dell'arte. Dice Claudio Strinati - soprintendente romano per i beni artistici e storici e uno dei curatori - "vuole essere una ricognizione sistematica su quel periodo in base a una ricerca che consenta di scaglionare, secondo una cronologia rigorosa, la storia del lavoro artistico quasi anno per anno, seguendo l'avvicendarsi di artisti e fatti numerosi".

L'itinerario iniziale è identico a quello proposto a Londra dalla curatrice americana Beverly Louise Brown della Royal Academy of Arts: analizza il rapporto tra Caravaggio e il suo tempo. Ad esempio i famosi dipinti Ragazzo che sbuccia un frutto e Il ragazzo con canestro di frutta sono affiancati da pittori contemporanei, quali Le quattro stagioni di Bartolomeo Manfredi o Scena del Foro romano di Paul Bril.

Poi l'esposizione prosegue con una personale del maestro: Il ragazzo morso dal ramarro, La sacra famiglia con san Giovannino - dal Metropolitan Museum di New York, mai presentata al pubblico - La caduta di Saulo - non esposta dal 1984 -, Narciso, Il sacrificio di Isacco, mai esposto al pubblico.

L'ultima sezione è dedicata agli scritti di Giulio Mancini, medico papale e gran collezionista. Nei suoi diari del 1617-1621 descrive le quattro scuole romane di quel tempo: i seguaci di Caravaggio, gli allievi di Annibale Carracci, gli altri del Cavalier d'Arpino e gli artisti che non seguivano scuole precise. Infine è curato un aspetto inusuale ma fondamentale dell'arte: il rapporto tra gli artisti e i committenti. Accanto ai nomi degli artisti ci sono quelli del cardinale Del Monte, dei Giustiniani, dei Borghese, degli Aldrobrandini e dei Mattei.

Claudio Strinati sottolinea che Caravaggio "è l'eroe assoluto e totale della pittura anzi dell'arte tutta. E' colui che divide due mondi, quello del passato e quello del presente, imitatissimo ma inimitabile, potentissimo, evidente nella sua immensa grandezza e pure profondamente enigmatico e inquietante".

 
Grandinotizie.it/11 maggio 2001 ore 13:20


 
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