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Il punto sullo stato dell'arte
in Europa alla fine del XX secolo. Questo è lo spirito della mostra Milano
Europa 2000. Fine secolo. I semi del futuro realizzata dal Comune di Milano
al Pac - Padiglione d'Arte Contemporanea - e alla Triennale di
Milano. Questo progetto serve da spartiacque per introdurre l'apertura del
Museo del Presente nella struttura dei gasometri Aem.
Sono coinvolti ben venti Paesi europei, per ciascuno dei quali è stato nominato
un curatore. Il suo compito è stato di selezionare autonomamente 120 artisti tra
i più rappresentativi del proprio Paese, nati dopo il 1950 e con opere prodotte
dopo il 1980. Questa scelta fa riferimento al regolamento della rassegna che vuole
eliminare qualsiasi separazione nazionale. Lo scopo della manifestazione è di
capire se la produzione artistica europea può essere unita da un linguaggio comune,
da una identificazione culturale che possa dirsi europea.
La città di Milano attraverso la mostra vuole anche ritornare a far parte del
panorama internazionale dell'arte contemporanea. Il Comune ha quindi stanziato
200.000 euro: 150.000 sono investiti nell'acquisizione di opere per la nuova collezione
di arte contemporanea e 50.000 sono stati riservati al Premio Milano-Museo del
Presente. L'opera vincitrice sarà scelta attraverso il voto di una giuria di milanesi
illustri, affiancati dal voto del pubblico.
Per aumentare l'identificazione tra artista e visitatore, il Comune di Milano
ha commissionato un film. Una troupe diretta da Gianpaolo Penco ha girato
l'Europa per otto mesi per testimoniare la vita degli artisti e cosa succede dietro
le quinte durante la preparazione dell'evento. Un backstage dell'arte come ulteriore
strumento conoscitivo. Inoltre le opere presentate non sono divise in padiglioni
"nazionalisti": la disposizione spaziale è indefinita per permettere di godere
dell'arte dell'Europa unita.
Giorgio de Marchis storico dell'arte, saggista e curatore della rassegna
sottolinea che "l'orizzonte geografico - della mostra - è l'Europa, nell'ipotesi
tutta da dimostrare che esista ancora un'identità e una capacità propositiva della
cultura europea di cui l'arte rappresenti un momento alto".
Valentina Venturi
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