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Disturbi provocati dai musei.
Fino ad ora si conosceva solo la sindrome di Stendhal, turbamento che provoca
crisi di panico e mancamenti di fronte alle opere d'arte. Da ora in poi bisognerà
aggiungere anche la sindrome di Rubens. Si tratta dello stato d'animo che
si crea durante la visita a un museo, una sorta di estasi dei sensi che solo un'opera
d'arte sa infondere e che per alcune persone può risultare decisamente eccitante.
Tale sindrome prende il nome dal dipinto ospitato nel museo del palazzo del
Principe a Genova.
Questo scompiglio sessuale è scientificamente provato. Lo rivela l'Istituto
di psicoanalitica di Roma: su duemila visitatori di musei, il 20 per cento
ha consumato una fugace storia o ha sperimentato comunque un approccio amoroso
tra le mura di un museo. Sembra inoltre che i patiti delle bellezze artistiche
non vadano nei musei con l'intento di trovare l'anima gemella. La predisposizione
emotiva al rapporto amoroso deriva solo dal consumo tranquillo di un'opera d'arte.
Gli studiosi hanno stilato una classifica dei musei più eccitanti. Al primo posto
si posiziona palazzo Doria di Genova, al secondo posto la pinacoteca
di Brera e al terzo la galleria di arte moderna di Torino. Nella top
ten troviamo però anche il Vittoriano di Roma e il museo di Capodimonte
a Napoli. Inaspettata è anche la posizione che conquista il museo rispetto ai
luoghi culto degli incontri amorosi. Con il 20 per cento delle preferenze, gallerie
e musei si mettono alle spalle i discopub (18 per cento), i concerti (15 per cento),
i traghetti (12 per cento), le auto incolonnate (7 per cento) e i rifugi di montagna
(2 per cento). Meglio dell'arte ci sono solo le intramontabili spiagge, con il
43 per cento e i classici treni al 22 per cento.
Lo psicologo Willy Pasini conferma quest'analisi. "La seduzione culturale
è sempre esistita, e l'arte ha sempre attivato meccanismi di alta intensità erotica".
D'altro canto Vittorio Sgarbi ammette senza incertezze, di aver vissuto
d'arte e d'amore - contemporaneamente - all'ombra di più di un capolavoro. La
sessuologa Serena Salomoni pone l'accento su una stranezza. "La sindrome
di Rubens colpisce più gli stranieri che gli italiani". Il motivo? Dipende da
una differenza comportamentale. "Mentre noi italiani abbiamo bisogno di gesticolare,
allo straniero basta la visione di un bel quadro per attivare il suo interesse
e le sue reazioni".
Valentina Venturi
Grandinotizie.it/ 4 gennaio 2001 ore 16:00
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