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Intervista al generale Roberto Conforti
Tesori privati
Collezioni miliardarie sottratte al patrimonio dello Stato

Ci sono voluti più di vent'anni per portare in Italia la collezione di stoffe copte di Tove Alm, prodotti tessili in lino nati in Egitto nei primi secoli del cristianesimo e utilizzati per ornare palazzi e tombe. Più di 600 reperti che sono esposti al museo nazionale di Palazzo Venezia a Roma, dal 4 al 30 aprile 2001.

L'esposizione, che rappresenta la prima in Italia, è nata dalla collaborazione del ministero dei Beni Culturali con il nucleo dei Carabinieri per la tutela del patrimonio artistico.

"Lo scorso anno siamo riusciti a recuperare circa il 50 per cento delle opere d'arte trafugate, il cui furto era stato denunciato. Anche in questi primi quattro mesi le cose stanno andando bene grazie ad una serie di condizioni favorevoli che ci consentono di restituire al patrimonio nazionale beni antichi come le stoffe copte", racconta a Grandi Notizie il generale Roberto Conforti comandante Carabinieri per la tutela del patrimonio artistico.

A quanto ammonta il business legato al commercio illegale di oggetti d'arte?
"Una stima ufficiale non esiste ed è difficile farla. Posso solo dire che nel 2000 abbiamo recuperato opere per un valore complessivo di 300 miliardi di lire; da questo dato si può dedurre che il commercio frutti centinaia di miliardi in Italia e ancora di più se esaminiamo i traffici internazionali".

Tra le opere restituite al patrimonio pubblico ce n'è qualcuna legata ad una vicenda particolare?
"Per noi ogni recupero ha la stessa importanza. Ultimamente abbiamo ritrovato l'Artemide marciante esposta al Vittoriano. Le operazioni più interessanti sono quelle che in genere riguardano le collezioni private. C'è ancora troppa gente in Italia che fa finta di non sapere di avere veri e propri patrimoni artistici. Questo tipo di detenzione illegale è il retroterra naturale della piaga costituita dal commercio clandestino di reperti archeologici e opere d'arte. Se non blocchiamo la detenzione illegale, spesso ad opera di persone insospettabili, per noi sarà una lotta impari".

Ci vorrebbe una legislazione più severa?
"Il ministro dei Beni Culturali ha nominato una commissione per il riesame della parte sanzionatoria della normativa sul traffico illegale di opere d'arte. Ma, soprattutto, dovremmo potenziare l'attività di prevenzione".


Elisabetta Tanini/Grandinotizie.it/4 aprile 2001 ore 19:30


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