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Furti d'autore
Dietro il commercio illecito un circuito internazionale

Un Monet acquistato da un rigattiere del Nebraska a duecento dollari (circa 400mila lire). I fortunati, due amici di Lincoln, pensavano fosse soltanto la bella copia di Battelli sulla riva del Gennevilliers, lo avevano comprato dopo averlo visto per caso in vetrina mentre stavano passeggiando.

Quando i due hanno portato a stimare il quadro la sorpresa: il dipinto era originale, era stato acquistato da un collezionista di New York. Rivenduto molto tempo dopo a un country club di Omaha, sempre nel Nebraska, era poi sparito. Il ritrovamento ha gettato nel dubbio gli esperti d'arte indecisi sull'originalità dell'opera.

L'episodio per quanto somigli ad una favola è realmente accaduto. Ogni anno, infatti, vengono rubati da musei, chiese, collezioni private e enti pubblici migliaia di oggetti di valore, quadri, monete e reperti archeologici. Nel 2000 secondo il Comando tutela patrimonio artistico dei Carabinieri solo in Italia sono stati oltre 2mila i furti d'arte, 1254 le persone denunciate e 159 quelle arrestate. Molte di queste opere, soprattutto se famose, vengono nascoste anche per anni e poi rientrano nel circuito di distribuzione su scala internazionale con documenti ovviamente falsi.

A favorire questo fenomeno è spesso l'inosservanza delle leggi comunitarie. Alcuni Stati, ad esempio, si oppongono senza valide ragioni alla restituzione dei beni al Paese di provenienza, oppure ne impediscono l'esportazione dall'Europa.

In Gran Bretagna i venditori d'arte non sono tenuti per legge a controllare l'origine lecita dei beni acquistati: in questo modo i quadri o altre opere introdotte in modo illegale vengono immesse sul mercato come legali. E allo stesso modo diventa più facile anche spacciare per vere dei falsi d'autore.

E' quello che è accaduto per un quadro di Rembrandt messo all'asta il 24 settembre del '99 su eBay, la cyber-asta più famosa della rete: era un falso. La copia della Circoncisione di Cristo era stata fatta da Leonaert Bramer, un pittore fiammingo contemporaneo di Rembrandt, le cui opere valgono però molto meno. Il dipinto aveva, infatti un valore di qualche decina di milioni, non di miliardi e risultava scomparso dal 1935, dopo una mostra allestita alla Galleria internazionale dell'Aia.

Nel nostro paese sono stati ritrovati lo scorso anno oltre 20mila dipinti falsi attribuiti a grandi artisti come De Chirico, Schifano, Picasso e Chagall.

Il mercato del commercio di opere d'arte frutta ogni anno decine di miliardi di lire e sono ancora molti i tesori rubati e mai ritrovati. In Italia sono 57 le opere d'arte ricercate fra queste: La natività del Caravaggio, rubata nel '69 a Palermo e il bambinello dell'Aracoeli, trafugato a Roma. Non mancano poi quadri famosi come il Ritratto di signora di Gustav Klimt, il Sentiero tra le rocce e il paesaggio sul lago entrambi di Paul Cezanne.

Il nostro Paese è il più colpito dal fenomeno dei furti di opere d'arte visto che da solo detiene il 45 per cento del patrimonio storico-culturale mondiale; in particolare il primato negativo spetta a tre regioni: Campania, dove è molto forte il commercio illegale di reperti archeologici, il Lazio e la Sicilia.

Fortunatamente nel 2000 si è arrivati a recuperare il 50 per cento delle opere trafugate: i Carabinieri infatti hanno ritrovato quasi 15mila reperti archeologici e oltre 7mila oggetti d'arte. E più che ad Arsenio Lupin bisogna stare attenti alla mafia e alla criminalità organizzata che, stando all'ultimo rapporto di Legambiente, ogni anno dal commercio illecito di oggetti d'arte guadagna circa 300 miliardi di lire.


Grandinotizie.it/3 aprile 2001 ore 17:15


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