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Il professor
Enzo Orlanducci, segretario generale dell'Anrp (Associazione
nazionale reduci di prigionia) spiega le modalità del piano
per il risarcimento degli ex lavoratori forzati del terzo
Reich e il perché dei ritardi del governo tedesco che ha fatto
slittare i termini di presentazione delle domande da agosto
al 31 dicembre 2001.
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Una storia
che inizia oltre cinquant'anni fa. Tra il 1939 e il 1945 molti
italiani che si trovavano negli Stati Uniti furono discriminati,
arrestati, espropriati di beni e case, limitati negli spostamenti
e, in alcuni casi, internati in campi di lavoro forzato perché
ritenuti nemici del Paese, spie del regime fascista.
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"Bisogna fare
chiarezza, non vogliamo pentimenti ma verità", sono le parole
di Charles Gargano, ministro dell'economia dello stato
di New York e presidente della fondazione italoamericana Columbus,
a proposito del risarcimento dei militari italiani internati
negli Stati Uniti durante la seconda guerra mondiale, tutt'ora
in attesa di un riconoscimento ufficiale.
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"La Resistenza
cominciò con Cefalonia", "il primo atto della Resistenza di
un Paese libero dal fascismo". Il presidente della Repubblica
Carlo Azeglio Ciampi ha corretto la storiografia antifascista
oltre cinquant'anni dopo la fine della Seconda guerra mondiale.
Con la sua visita ufficiale del primo marzo 2001 nella bella
isola ionica ha voluto riconoscere il valore del sacrificio
dei 9.436 soldati italiani assassinati dalla Wehrmacht.
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