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L'emigrazione degli
italiani in Francia è stata definita dagli studiosi come un'immigrazione
riuscita. Una presenza che si è efficacemente integrata nel tessuto
sociale del Paese senza problemi politici e sociali. Per più di
mezzo secolo, gli italiani hanno rappresentato la colonia straniera
più numerosa in Francia.
Il movimento migratorio si articola in tre flussi diversi. La
prima fase culmina durante la metà del diciannovesimo secolo ed
interessa dapprima il Sud della Francia, per poi estendersi alle
altre regioni. Tale flusso migratorio riguarda in particolare
le regioni italiane del Nord, il Piemonte e la Liguria. Si calcola
che nel 1861 gli italiani censiti erano 76.500. A questi bisogna
poi aggiungere tutti i clandestini.
Il secondo flusso migratorio avviene durante gli anni Venti e
Trenta. Questa volta i migranti si insediano anche nel Nord della
Francia e nella capitale.
L'avvento del fascismo agisce da catalizzatore: gli italiani che
lasciano il Paese sono per lo più diretti verso la Francia. Si
calcola che tra il 1921 e il 1926 gli italiani passarono da 450
mila a 760 mila, per raggiungere un picco di 808 mila verso la
prima metà degli anni Venti. Con il progressivo sviluppo industriale
del Nord Italia degli anni Cinquanta il fenomeno migratorio verso
la Francia interessa soprattutto il Sud Italia: Sicilia, Calabria,
Sardegna.
Negli anni Settanta il fenomeno di migrazione verso la Francia
si avvia ad un progressivo declino. Ma Parigi continua a registrare
un afflusso di migranti che trovano collocazioni in particolare
nel settore terziario e tra il personale specializzato. Nel 1982
gli italiani residenti all'estero sono 340.308 mila e nel 1990
il numero scende a 272.759 mila.
Attualmente gli italiani residenti in Francia sono oltre 377 mila.
Di questi più del 30 per cento è in possesso della cittadinanza
francese. Si stima inoltre che su una popolazione di 60 milioni
di persone, 3,5 di questi hanno origini italiane. L'80 per cento
della popolazione italiana residente in Francia è dislocata nelle
seguenti zone: Parigi ed in particolare Ile de France, Lione,
Grenoble, Chambéry, Provenza e Costa Azzurra, la zona della Lorena
(Nancy, Metz), Alsazia e infine Lilla, a Nord del Paese.
La capitale francese è un importante punto di arrivo per professionisti
e imprenditori di elevato livello che spesso soggiornano per periodi
lunghi nel Paese.
Uno dei punti di incontro degli italiani in Francia è Notre
dame de Consolation, la parrocchia degli italiani a Parigi,
nonché sede della missione degli Scalabriniani (Monsignore
Scalabrini è il protettore degli emigranti). Questo è un luogo
di ritrovo un po' per tutti: dall'ambasciatore Vento al
Console generale Caruso, da imprenditori a direttori di
banche, da pensionati a artigiani, tutti di origine italiana.
La chiesa ospita inoltre conferenze, seminari ed esposizioni.
In quali settori si sono maggiormente affermati gli italiani in
Francia? Sembra che il design d'arredo italiano vada per la maggiore.
Sono circa una cinquantina infatti i punti vendita qualificati
dove si possono trovare prodotti squisitamente italiani. C'è Alessi
che firma i sofisticati accessori d'arredo, Boffi la nota
ditta di cucine, ma anche B&B, Cassina e molti altri.
Per non parlare poi del vero e proprio culto che hanno i francesi
nei confronti di architetti e designer del calibro di Gae Aulenti,
Antonio Citterio e Denis Santachiara.
Sul piano istituzionale, gli italiani sono rappresentati da 13
Comites (Comitato degli italiani all'estero) e da cinque Consiglieri
del Cgie.
Marianna Balfour/Grandinotizie.ir/23 marzo 2001
ore 18:00
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