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L'Immigrazione
in Germania trova il culmine dopo la Seconda Guerra Mondiale.
Si calcola che nel 1963 la Germania e la Svizzera raccogliessero
l'86 per cento dell'intera emigrazione italiana nell'Europa settentrionale.
Su 800 mila operai stranieri che vivevano nella Repubblica Federale,
297 mila erano italiani, 114 mila spagnoli, 26 mila turchi. Il
37 per cento degli italiani lavorava nell'edilizia, il 25 per
cento in fabbriche metalmeccaniche, il 18 per cento in aziende
di altro genere.
La maggior parte degli italiani in Germania considerava la permanenza
temporanea. Raramente vi rimanevano per più di un anno né lasciavano
che le loro famiglie li raggiungessero.
Come spiega lo storico Paul Ginsborg, gli imprenditori
tedeschi elogiavano proprio la grande adattabilità che dimostravano
i meridionali italiani alla dura vita di fabbrica. Tuttavia criticavano
la frequenza con cui cambiavano posto di lavoro e tornavano ai
loro Paesi di origine.
"Gli emigrati italiani in Nord Europa furono quelli che soffrirono
di più", spiega Ginsborg. Le loro condizioni erano infatti particolarmente
difficili: per dieci mesi l'anno lavoravano per lunghe ore. Vivevano
lontani dalla famiglia, dai propri figli, dal paese di origine.
Di certo non si può parlare di "miracolo" economico.
A quarant'anni di distanza la collettività italiana in Germania
rappresenta la prima comunità italiana in Europa con circa 688
mila unità. Ancora oggi inoltre, sono circa 60 mila gli italiani
che si recano in Germania per nuove opportunità lavorative. Tuttavia
non sempre trovano ciò che sperano.
L'offerta di manodopera a basso costo da parte di nuove comunità
immigrate e una latente crisi economica hanno portato il numero
dei disoccupati emigrati italiani in Germania al 15 per cento.
Dopo quella turca, la comunità italiana ha il più alto tasso di
disoccupazione.
Ciò è dovuto anche alla scarsa preparazione linguistica dei nostri
connazionali. Si calcola infatti che il 58 per cento dei disoccupati
italiani trapiantati in Germania non abbia un'adeguata conoscenza
del tedesco. A questo si aggiunge una scarsa adesione dei connazionali
italiani alle strutture di riqualificazione professionale che
faciliterebbe l'integrazione nel mondo del lavoro.
Anche il legame con l'Italia appare molto debole. Sono solo due
infatti i giornali italiani che vengono stampati e distribuiti
in Germania: il Corriere d'Italia di Francoforte e il periodico
Oltreconfine di Stoccarda.
Il quotidiano italiano Corriere della Sera, inoltre, distribuisce
in Germania solo 6.000 copie al giorno.
Marianna Balfour/Grandinotizie.it/27 marzo 2001
ore 12:30
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