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"Bisogna fare chiarezza,
non vogliamo pentimenti ma verità", sono le parole di Charles
Gargano, ministro dell'economia dello stato di New York e
presidente della fondazione italoamericana Columbus, a proposito
del risarcimento dei militari italiani internati negli Stati Uniti
durante la seconda guerra mondiale, tutt'ora in attesa di un riconoscimento
ufficiale.
Ministro Gargano, cosa è successo in quegli anni tra il 1939
e il 1945 agli italiani che si trovavano in America?
"In quegli anni molti americani civili e militari furono oggetto
di discriminazione da parte del governo americano perché considerati
nemici o addirittura spie del regime fascista. Furono arrestati,
alcuni internati in uno dei campi di lavoro, espropriati delle
loro case e dei loro beni e limitati nei loro spostamenti. Tra
di questi ci sono anche personaggi famosi: il padre di Joe
di Maggio, il cantante Ezio Pinza…"
Numericamente di quante persone stiamo parlando?
"Beh circa 600mila".
Dopo la guerra il governo americano mise a disposizione una
somma pari a 600 miliardi di lire, secondo i valori attuali. Questi
soldi non sono mai stati consegnati a quei soldati rimpatriati.
Come mai?
"Non so dove siano finiti quei soldi. Era il 1949, il governo
americano consegnava a quello italiano questo "tesoro". Il governo
italiano ha sostenuto di non avere più le liste dei militari che
si trovavano in America. E' per questo che ora è stata avviata
una ricerca in collaborazione con il governo americano per recuperare
questa lista. Il dipartimento della Giustizia statunitense dovrebbe
avere gli elenchi".
E ora il governo americano ha intenzione di mettere a disposizione
dei risarcimenti?
"Su incarico del Congresso il ministero della Giustizia degli
Stati Uniti ha avviato una ricerca per fare luce sull'internamento
e sull'esproprio degli italoamericani. Per prima cosa bisognerà
stabilire una verità storica. Come avvennero i raid nelle case,
gli arresti, i lavori forzati nei campi di prigionia. Per quanto
riguarda i risarcimenti il discorso è complicato. Ad ogni modo
gli americani di origine giapponese sottoposti a simili trattamenti
sempre durante la Seconda guerra mondiale sono stati risarciti.
Ognuno ha ricevuto l'equivalente di circa 40 milioni di lire.
Spero si possa fare lo stesso per gli italiani".
Lei ama l'Italia. Torna spesso al suo paese di origine Sant'Angelo
dei Lombardi, in provincia di Avellino?
"Sì quando posso. Ho dei bellissimi ricordi legati a quel paese.
Vi ho vissuto i miei primi quattro anni di vita. Ricordo ancora
quando appresi del terremoto in Irpinia. Era il 23 novembre del
1980. Sono immediatamente partito e ho donato una somma di 100
mila dollari per la ricostruzione di alcune scuole completamente
distrutte. Ci sono tornato anche nel novembre scorso per il ventennale".
Grandinotizie.it/ 27 luglio 2001
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