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Dagli Usa avvertono: "Bisogna fare chiarezza"

Una storia che inizia oltre cinquant'anni fa. Tra il 1939 e il 1945 molti italiani che si trovavano negli Stati Uniti furono discriminati, arrestati, espropriati di beni e case, limitati negli spostamenti e, in alcuni casi, internati in campi di lavoro forzato perché ritenuti nemici del Paese, spie del regime fascista.

E' passato più di mezzo secolo ma questa storia continua ad essere attuale. Ancora si cerca di fare chiarezza, di trovare la verità sui maltrattamenti e sullo sfruttamento che subirono i nostri connazionali, una verità a lungo ignorata.

"La storia del trattamento degli Italo-americani durante la seconda guerra mondiale deve essere raccontata, per ricordare coloro i cui diritti furono violati e prevenire il ripetersi di ingiustizie del genere in futuro" ha spiegato William Yoesman, vice procuratore generale ad interim per la divisione diritti civili.

E' il caso del tenore Ezio Pinza, di origine italiana, il quale, accusato di mandare segnali in codice al duce durante le sue performance, venne prelevato, schedato e trasferito in un centro di detenzione a Ellis Island. In tutto furono 600.000 gli italiani che subirono questo trattamento e che furono soprannominati dall'allora presidente Frank Delano Roosvelt "alien enemies", nemici della nuova patria.

Ancora oggi, molti di loro, compresi i discendenti, sono in attesa di quel risarcimento che, annunciato nel 1949, non è mai stato erogato, o meglio, non è mai pervenuto nelle mani dei 60 mila soldati italiani che collaborarono con gli Usa.

"Uno scippo di Stato" lo definisce Enzo Orlanducci, segretario dell'Anrp (Associazione nazionale reduci di prigionia) da sempre impegnata nel riconoscimento dei diritti degli ex prigionieri di guerra e che di recente ha pubblicato un sito nato allo scopo di favorire la richiesta di indennizzo dei militari che furono internati nei campi di prigionia nazisti.

Negli ultimi tempi il tema è tornato di attualità. Charles Gargano, presidente della fondazione italo-americana Columbus e ministro dell'Economia nello stato di New York, è giunto a Roma per partecipare ad un convegno alla Camera di commercio. Tema: discutere sulle opportunità di affari tra l'Italia e gli Stati Uniti e incontrare i rappresentati dell'Anrp. Il piano è quello di ritrovare i 600 miliardi di lire consegnati dagli Usa all'Italia nel Secondo dopoguerra per risarcire i militari che lavorarono in America.

"Non so cosa sia successo in passato - spiega Gargano - e perché non siano stati versati quei soldi. Il governo italiano ha sostenuto di non avere più le liste di militari che collaborarono negli Usa dopo l'armistizio. Il dipartimento della Giustizia statunitense dovrebbe avere gli elenchi."

Su incarico del Congresso il ministero di Giustizia degli Stati Uniti ha avviato una ricerca allo scopo di fare luce sull'internamento e l'esproprio degli italo americani durante la Seconda guerra mondiale. Il rapporto verrà presentato al Congresso entro il 7 novembre 2001. Vedremo.

Grandinotizie.it/ 27 luglio 2001


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