Dossier Serial killer
Il punto
News
Scenario
I fatti, i perché
Protagonisti dossier
Hanno detto
Dall'A alla Z
Curiosità e numeri
Libri e film
Glossario dossier
Rassegna stampa
Link
 
 
Home
  Ultim'ora - Dossier - Dall'A alla Z - Protagonisti - Hanno detto - Sondaggi   <<back
 
   
Ttraume infantili
 
 Indagini
 Tecniche anticrimine
 Investigatori
 La squadra antimostro
 Psiche
 Profilo del serial killer
 Cannibalismo
  Ti mangerei
 Il caso
 Trenta killer in libertà
 Curiosità
 Faccia d'assassino
L'orrore che si nasconde nella normalità
Mostri o vittime?
Capire chi è il serial killer per sapere come si combatte

Corpi straziati, martorizzati prima e dopo la morte, violentati, menomati, calpestati, oltraggiati. Con precisione ed accortezza, da grandi chirurghi, privati degli organi sessuali, squartati e ricuciti, spezzettati e conservati. Oppure alla rinfusa, toccati, sodomizzati, ingeriti. Ma anche privati della vita in maniera sbrigativa, con un colpo secco, come un gioco perverso che assomiglia ad un regolamento dei conti.

Il campionario dell'orrore è infinito, come i buchi neri che riempiono il cervello umano. "La realtà supera la finzione" è la banale frase che accompagna ogni volta la scoperta di un crimine che non riusciamo a capire. L'uomo della porta accanto, l'impiegato con famiglia, il giovane amante dei fumetti, il contadino incolto, il figlio irreprensibile: nel buio della notte o nell'accecante sole del mezzogiorno tolgono la maschera e svelano la loro vera indole.

Ma perché? Da dove e come e, infine, quando ha inizio tanto orrore? Le quattro mura domestiche possono nascondere inconfessabili colpe?

Criminologi e psichiatri sono tendenzialmente d'accordo nell'affermare che spesso alle spalle di un pluriomicida si può celare un grave trauma vissuto in età infantile o preadolescenziale. Genitori violenti o poco presenti, privi delle capacità di gestire il loro ruolo o troppo brutali nel farlo. Figli che subiscono vessazioni, vivono incomprensioni, affrontano violenze psicologiche o addirittura fisiche, compresa quella sessuale. I bambini costretti a tali disequilibri interni invece di essere protetti vivono difendendosi dalle insidie e questo è un fatto conosciuto da anni dagli esperti del settore.

"Il serial killer è un soggetto criminoso che si costituisce lentamente", scrive lo psichiatra criminologo Francesco Bruno. "La figura del genitore corrisponde ad un modello psicologico che i bambini si costruiscono nel contatto quotidiano", così come avviene con un maestro, un educatore, un tutore.
Si creano così individui incapaci di avere relazioni interpersonali ordinarie, che vivono il rapporto con gli altri in maniera frustrante che, magari, non riescono ad avere rapporti sessuali regolari. "La masturbazione viene troppo spesso analizzata come un atto unitario e ripetitivo, mentre non si vanno ad analizzare le fantasie - afferma Vittorino Andreoli, neurologo e psichiatra -. C'è ancora una società che si preoccupa di tale comportamento anziché considerarlo come un elemento che permette di scoprire una parte importantissima del mondo dell'adolescente".

Allora non è l'abbondante offerta di sesso disponibile su ogni mass media che induce alle perversioni sessuali tipica di molti assassini seriali? Secondo la psicanalisi ed il suo padre putativo Freud l'istinto del piacere e l'istinto aggressivo crescono con il bambino fin dalla nascita. Istinti che se da una parte creano un fragile alibi alle nuove tecnologie come la televisione e da ultimo Internet, pongono di fronte ad un altro problema.

La maggioranza dei serial killer è localizzabile in aree di maggiore sviluppo come gli Stati Uniti o il Nord Italia. Perché? E' il ritmo di vita stressante indotto dal modello consumistico ad esasperare i comportamenti devianti? O il denaro? Perché nel Belpaese i casi si stanno moltiplicando via via che il progresso aumenta? "L'omicidio seriale è per definizione la negazione stessa della società organizzata", dice Bruno. Ma nel panta rei sempre più veloce dell'epoca moderna i messaggi si susseguono rapidamente ed i valori, i simboli, vengono incarnati da continue nuove figure. Spiega ancora Bruno "per chi non potrà sostituire le valenze dominanti con le sottoculture di tradizioni ormai non più radicate nel tessuto sociale, non resterà che una sorta di oblio culturale, un invisibile marchio che li identificherà come alieni. Tra quelle schiere confuse, magari vittime di abusi in famiglia ancora prima di essere oggetto di falsi pubblicitari e di violenze scolastiche, qualcuno percorrerà la via del delirio autoctono, ricostruendo i rapporti sessuali e sociali in genere, poco badando al tatto, al sopruso e all'uso del coltello".

Grandinotizie.it/20 marzo 2001 ore 20:15


inizio pagina
Ultim'ora - Dossier - Dall'A alla Z - Protagonisti - Hanno detto - Sondaggi   <<back