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Corpi straziati,
martorizzati prima e dopo la morte, violentati, menomati, calpestati,
oltraggiati. Con precisione ed accortezza, da grandi chirurghi,
privati degli organi sessuali, squartati e ricuciti, spezzettati
e conservati. Oppure alla rinfusa, toccati, sodomizzati, ingeriti.
Ma anche privati della vita in maniera sbrigativa, con un colpo
secco, come un gioco perverso che assomiglia ad un regolamento
dei conti.
Il campionario dell'orrore è infinito, come i buchi neri che riempiono
il cervello umano. "La realtà supera la finzione" è la banale
frase che accompagna ogni volta la scoperta di un crimine che
non riusciamo a capire. L'uomo della porta accanto, l'impiegato
con famiglia, il giovane amante dei fumetti, il contadino incolto,
il figlio irreprensibile: nel buio della notte o nell'accecante
sole del mezzogiorno tolgono la maschera e svelano la loro vera
indole.
Ma perché? Da dove e come e, infine, quando ha inizio tanto orrore?
Le quattro mura domestiche possono nascondere inconfessabili colpe?
Criminologi e psichiatri sono tendenzialmente d'accordo nell'affermare
che spesso alle spalle di un pluriomicida si può celare un grave
trauma vissuto in età infantile o preadolescenziale. Genitori
violenti o poco presenti, privi delle capacità di gestire il loro
ruolo o troppo brutali nel farlo. Figli che subiscono vessazioni,
vivono incomprensioni, affrontano violenze psicologiche o addirittura
fisiche, compresa quella sessuale. I bambini costretti a tali
disequilibri interni invece di essere protetti vivono difendendosi
dalle insidie e questo è un fatto conosciuto da anni dagli esperti
del settore.
"Il serial killer è un soggetto criminoso che si costituisce lentamente",
scrive lo psichiatra criminologo Francesco Bruno. "La figura
del genitore corrisponde ad un modello psicologico che i bambini
si costruiscono nel contatto quotidiano", così come avviene con
un maestro, un educatore, un tutore.
Si creano così individui incapaci di avere relazioni interpersonali
ordinarie, che vivono il rapporto con gli altri in maniera frustrante
che, magari, non riescono ad avere rapporti sessuali regolari.
"La masturbazione viene troppo spesso analizzata come un atto
unitario e ripetitivo, mentre non si vanno ad analizzare le fantasie
- afferma Vittorino Andreoli, neurologo e psichiatra -.
C'è ancora una società che si preoccupa di tale comportamento
anziché considerarlo come un elemento che permette di scoprire
una parte importantissima del mondo dell'adolescente".
Allora non è l'abbondante offerta di sesso disponibile su ogni
mass media che induce alle perversioni sessuali tipica di molti
assassini seriali? Secondo la psicanalisi ed il suo padre putativo
Freud l'istinto del piacere e l'istinto aggressivo crescono
con il bambino fin dalla nascita. Istinti che se da una parte
creano un fragile alibi alle nuove tecnologie come la televisione
e da ultimo Internet, pongono di fronte ad un altro problema.
La maggioranza dei serial killer è localizzabile in aree di maggiore
sviluppo come gli Stati Uniti o il Nord Italia. Perché? E' il
ritmo di vita stressante indotto dal modello consumistico ad esasperare
i comportamenti devianti? O il denaro? Perché nel Belpaese i casi
si stanno moltiplicando via via che il progresso aumenta? "L'omicidio
seriale è per definizione la negazione stessa della società organizzata",
dice Bruno. Ma nel panta rei sempre più veloce dell'epoca
moderna i messaggi si susseguono rapidamente ed i valori, i simboli,
vengono incarnati da continue nuove figure. Spiega ancora Bruno
"per chi non potrà sostituire le valenze dominanti con le sottoculture
di tradizioni ormai non più radicate nel tessuto sociale, non
resterà che una sorta di oblio culturale, un invisibile marchio
che li identificherà come alieni. Tra quelle schiere confuse,
magari vittime di abusi in famiglia ancora prima di essere oggetto
di falsi pubblicitari e di violenze scolastiche, qualcuno percorrerà
la via del delirio autoctono, ricostruendo i rapporti sessuali
e sociali in genere, poco badando al tatto, al sopruso e all'uso
del coltello".
Grandinotizie.it/20 marzo 2001 ore 20:15
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