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  Wolfgang Abel


Nato nel 1959 a Monaco
 
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E' figlio di un ricchissimo avvocato tedesco di nome Gerhard residente dal 1964 nella provincia di Verona a Negrar. Abel, però, è vissuto per qualche tempo anche nella città bavarese.

Si laurea in matematica con il massimo dei voti presso l'Università di Padova nel 1984 ed è giudicato un attento conoscitore della cultura filosofica. Ma, terminati gli studi, cambia completamente campo d'interesse e lavora a Monaco nella compagnia di assicurazioni Arag Italia di cui il padre è consigliere delegato. E' per questo che Abel si divide tra Monaco e la lussuosa villa dei genitori a Negrar.

Quando il 4 marzo 1984 viene arrestato perché colto in fragranza di reato mentre insieme all'amico Marco Furlan tenta di appiccare il fuoco alla discoteca Melamara di Castiglione delle Stiviere, in provincia di Mantova, il padre decide di anticipare il suo pensionamento. Abel è accusato di essere insieme a Furlan l'autore dei crimini costati la vita a quindici persone nel Veneto e rivendicati dal gruppo neonazista Ludwig.

Durante il lungo e complesso procedimento giudiziario che termina con una condanna in terzo grado a ventisette anni di carcere, Abel è sottoposto a continue perizie psichiatriche da cui si desume una sua parziale incapacità di intendere e volere. La motivazione, stando ai periti, risiederebbe "nelle cure materiali ma prive del vero calore" da parte dei genitori. "Non sono state soddisfatte le sue aspettative emozionali ed egli ha la personalità in quella che gli psichiatri infantili definiscono situazione abbandonica".

Già nel settembre del 1978 Abel dà segni di squilibrio, come testimoniano poche righe mischiate ad una lucida sequenza di osservazioni di carattere filosofico annotate su un taccuino: "ricovero o suicidio".

Dopo la sentenza definitiva dell'11 febbraio 1991 Abel protesta con lo sciopero della fame e tenta più volte il suicidio tanto da essere obbligato ad un lungo ricovero nell'ospedale giudiziario di Reggio Emilia dove viene sottoposto a terapie psichiatriche.

Oggi Abel gode spesso di permessi premio per buona condotta che gli permettono di passare ogni volta settantotto ore a casa con la famiglia.

Di lui gli ex colleghi dell'università hanno detto che "era freddo nei rapporti con gli altri studenti e spesso assumeva un atteggiamento schivo".

  Grandinotizie.it/ 15/aprile/2002
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