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Lucidità e follia
accompagnano la storia degli omicidi commessi da Donato Bilancia
nell'arco di quasi due anni. Una storia che sembra conclusa il
14 febbraio 2001 quando la Corte d'Assise d'appello di Genova
lo condanna a 13 ergastoli e 28 anni di reclusione per i 17 omicidi
commessi.
La lunga lista delle vittime, la cui unica colpa è quella di trovarsi
nel posto sbagliato al momento sbagliato, include una coppia di
orefici, due cambiavalute, tre metronotte, un giocatore d'azzardo,
un benzinaio, un capozona del Totonero con la moglie, quattro
prostitute e due viaggiatrici sul treno.
Tutti gli omicidi sono stati commessi con la stessa pistola -
una Smith & Wesson acquistata nell'estate del 1997 - e a parte
questo, l'unico comun denominatore dei delitti sembra essere proprio
la casualità. Chiunque intralci i piani del Bilancia, un assiduo
frequentatore di bische, nonché incallito giocatore d'azzardo,
viene eliminato, proprio come in un tragico gioco.
"Uscivo di casa e decidevo di ammazzare, così come avrei potuto
decidere di andare al ristorante. Io mi agito per una marachella
e poi ammazzo come niente fosse", ha confessato Bilancia ad uno
dei periti. Ed è proprio questa pulsione alla morte che ha spinto
gli investigatori a scavare nel passato di questo uomo di 47 anni,
accanito fumatore, colto, plurilingue, dai modi talvolta raffinati
e disinvolti.
Si viene a scoprire un'infanzia vissuta in solitudine, fatta di
piccoli gesti e poche parole. Una rabbia e rancore mai espressi
accumulati negli anni nei confronti dei genitori e del fratello
maggiore. Esperienze di grande frustrazione e umiliazione sessuale
confessate ai consulenti psichiatrici. In particolare Bilancia
ricorda l'imbarazzo, la sofferenza e la rabbia provata quella
volta in cui quasi adolescente la madre lo denudò di fronte alle
cuginette più grandi per mostrare il pene. Già durante la scuola
Bilancia scopre un effetto "adrenalinico" nel commettere furti
e scassi. Diventa così un abile ladro, il che lo fa sentire sempre
più onnipotente. Un ulteriore shock è provocato dal suicidio del
fratello, il quale con in braccio il figlio piccolo si getta sotto
un treno. Secondo le perizie psichiatriche questa disgrazia incrementa
quell'odio e quella rabbia che porteranno Bilancia a trasformarsi
in serial killer.
Lui ama le belle macchine: Porche e Mercedes in particolare, frequenta
i casinò indebitandosi fino all'osso del collo e da lì il passo
ad uccidere è breve.
Le prime vittime infatti sono personaggi conosciuti nelle bische.
Un bottino di dieci o venti milioni, oppure qualche gioiello possono
valere la pena di tirare il grilletto. Una, due, tre volte e poi
Bilancia prende di mira le prostitute. Slave, italiane, africane
non ha importanza, senza tregua il serial killer continua la sua
strage. E nell'aprile del '98 i treni diventano teatro dei delitti.
Il 12 aprile sull'Intercity La Spezia-Venezia viene freddata con
un colpo di pistola Elisabetta Zappetti, sei giorni dopo
stessa sorte per Maria Angela Rubino, una ragazza non ancora
maggiorenne. In entrambi gli omicidi, Bilancia segue le ragazze
in bagno. Con una semplice chiave quadra apre la porta, incappuccia
le vittime con la giacca e con un colpo di pistola le uccide.
Nel secondo caso, una volta consumato il delitto, Bilancia abbassa
i pantaloni si masturba sul corpo della vittima e prima di uscire
si pulisce la mano sulla spalla della donna.
E sono state proprio le sigarette, vizio che più volte Bilancia
aveva cercato di togliersi, a tradirlo. Il 6 maggio del 1998 il
pluriomicida viene incastrato grazie alle tracce di Dna trovate
su due mozziconi di sigaretta lasciati sul luogo di delitto di
una delle prostitute uccise. Pochi giorni dopo arriva la confessione
di tutti gli omicidi. Bilancia è inarrestabile e con una freddezza
glaciale tira fuori la lista delle vittime. Nessun movente preciso,
nessun senso di colpa, nessun cedimento trapela dalla confessione,
anzi durante il lungo interrogatorio Bilancia appare freddo e
distaccato. Come se in realtà sul banco degli imputati ci fosse
stata un'altra persona.
Marianna Balfour/Grandinotizie.it/ 21 febbraio
2001 ore 19:00
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