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Trenta serial killer
ancora a piede libero in Italia. Trenta mostri impuniti. Senza
un nome. Senza un volto. Di loro sono noti solamente i delitti.
Non si hanno tracce per incastrare il killer di Asti che
ha ucciso quattro prostitute, né del mostro della statale 10,
in Piemonte, che ne ha uccise due. Nemmeno del mostro delle
nigeriane, che odia sì le prostitute, ma solo quelle africane.
Ma anche il mostro di Verona ha massacrato quattro lucciole,
il mostro di Modena otto ed altre cinque sono state trucidate
nel Sud, tra Caserta e Bari e non esistono prove sui colpevoli.
Anche per lo sconosciuto strangolatore di Milano le vittime
preferite erano squillo. Per non contare i viados che hanno perso
la vita sul marciapiede: almeno sette, tutti uccisi da mani anonime.
Per tutti questi serial killer le indagini sono ancora aperte.
Lunga la sequenza anche degli assassini non arrestati che hanno
scaricato la loro follia omicida sui gay: sei killer che, in totale,
hanno giustiziato ventisette omosessuali.
Tre anziani non possono riposare in pace perché il killer dei
pensionati è ancora libero di agire, così come i tre bambini
massacrati dal mostro di Ponticelli e da quello di Lecce.
Ed ancora il mostro di Siracusa, tre vittime, il mostro
di Padova, ancora tre, quello di Treviso, due donne, e quello
di Cuneo, tre coppie. Ma il caso più eclatante è forse quello
del mostro di Udine che per sedici volte, tanti sono gli omicidi
che ha commesso, non ha fatto nessun errore e non ha lasciato
nessun indizio dietro di sé.
Grandinotizie.it/20 marzo 2001 ore 19:25
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