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Come si cattura
un mostro? Cosa succede quando si intuisce che una serie di delitti
sono collegati? Quali sono gli elementi che possono portare alla
scoperta dell'omicida? Ecco come procedono gli investigatori.
Autopsia
Il cadavere è un elemento fondamentale che permette di capire
molto sia sulla modalità di uccisione che sull'omicida stesso.
Il corpo sottoposto all'autopsia viene minuziosamente studiato
per trovare tracce di colluttazioni, violenze, abusi, trascinamenti.
In questo senso il cadavere è in grado di "raccontare" qualcosa
sulla vicenda e sul colpevole; se si trattava di un uomo o di
una donna, se il delitto era premeditato, se il colpevole ha colpito
la vittima inaspettatamente, se vi è stata una colluttazione,
se ad uccidere era più di uno, se in realtà si è trattato di un'emulazione
di omicidio per mascherare un suicidio, o viceversa.
Impronte digitali
Il primo passo che si compie nell'analisi investigativa è l'identificazione
del colpevole e il primo strumento di cui si avvale la polizia
scientifica sono le impronte digitali. Il complesso delle creste
cutanee (presenti sulla palma della mano, sulla pianta del piede
e sui polpastrelli delle dita) infatti forma dei caratteristici
disegni, unici per ogni individuo, che essendo in rilievo lasciano
delle impronte sulle superfici lisce. Lo studio scientifico di
questi disegni si chiama dattiloscopia. L'identità si dimostra
quando due impronte appartengono allo stesso tipo, hanno lo stesso
numero di linee, lo stesso numero di punti caratteristici situati
nello stesso modo e non hanno punti caratteristici in contrasto.
Il test delle impronte rilevate dall'arma del delitto, o da oggetti
presenti sul luogo del delitto, sulle maniglie delle porte e così
via, viene spesso incrociato con banche mondiali e in tempi brevi
è possibile individuare un potenziale colpevole. Inoltre è in
funzione l'Automated fingerprint identification system,
un sistema automatico per l'archiviazione e l'identificazione
delle impronte. I computer sono collegati tra loro attraverso
cavi in fibra ottica e sono in grado di riconoscere in pochissimo
tempo un frammento di impronta comparandola con la loro banca
dati.
Test Dna
Dal 1985 la scientifica fa uso del test del Dna che si compie
su un capello, un campione di sangue, di sperma o su tracce di
saliva e che è affidabile al 100 per cento. Il test del Dna infatti
permette di conoscere il codice genetico che è unico per ogni
individuo. Il "make up" genetico viene quindi comparato con quello
dei possibili indiziati. E' il caso di Donato Bilancia
un serial killer accanito fumatore che lasciò un mozzicone di
sigaretta accanto al cadavere della sua ultima vittima, un errore
che gli costò caro.
Balistica
La polizia scientifica si avvale inoltre di tecniche balistiche
e fisiche. La traiettoria del proiettile, la distanza dalla quale
è partito il colpo rispetto al cadavere, il tipo di proiettile
e di arma, il calibro dell'arma sono tutti indizi importantissimi.
Si può inoltre risalire alla ditta che ha prodotto l'arma e ai
negozi o centri distributori.
Psicologi e criminologi
Negli ultimi anni anche il ruolo degli psichiatri e dei criminologi
è diventato sempre più importante. Il loro apporto viene utilizzato
infatti per stabilire un profilo psichiatrico del killer, una
sorta di identikit psicologico. Le modalità dell'omicidio infatti
permettono allo psicologo o al criminologo di tracciare un primo
profilo del killer e quindi di indirizzare le piste di indagine
eventualmente verso una particolare psicopatologia. E' il caso
del killer seriale o del killer pedofilo. Ma il loro lavoro è
fondamentale anche per studiare il comportamento del presunto
colpevole durante il processo. Infatti molti omicidi seriali tendono
a confessare a "raffica" le uccisioni talvolta anche esagerando
o inventando magari per essere ricordati come i più mostruosi
serial killer della storia. Ma spesso accade anche il contrario:
il killer inizialmente nega la sua colpevolezza. ma attraverso
i colloqui con gli psichiatri alla fine viene smascherato. E'
il caso di Gianfranco Stevanin reo di aver seviziato ed
ucciso sei ragazze, il quale pur negando i delitti davanti ai
giudici, dopo lunghi incontri con gli psichiatri confessò la sua
colpevolezza.
Marianna Balfour/Grandinotizie.it/7 marzo 2001
ore 17:40
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