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Dopo i Pokemon,
i Simpson e gli intramontabili calciatori, gli album delle figurine
sono diventati cattivi. Marcello Baraghini, editore di
Stampa Alternativa, ha ideato una nuova collezione sui
serial killer che hanno terrorizzato l'Italia.
La riproduzione di dodici mostri italiani, tra cui Donato Bilancia,
Gianfranco Stevanin, e, più in dietro nella memoria, la Saponificatrice
di Correggio, è in vendita dal 1999 dalla casa editrice famosa
per l'acclamatissima collezione Mille Lire.
La singolare iniziativa è pubblicizzata su Internet all'indirizzo
www.stampalternativa.it dove è possibile acquistare
direttamente il cofanetto completo con un libricino che racconta
le vicende dei serial killer immortalati. La collana costa 12mila
lire.
Questo genere di figurine è da anni molto noto negli Stati Uniti
ed ha creato lì gli stessi problemi che si sono presentati nel
Belpaese. Nel 1996, ad esempio, nello Stato di New York si è svolta
un'accesa battaglia legale per impedire che un album di quaranta
serial killer americani uscisse tra le collezioni proposte ai
bambini. Identiche polemiche hanno infarcito l'arrivo dell'edizione
italiana, subito protetta dall'ideatore. "Queste figurine ritraggono
e raccontano dodici assassini italiani in maniera imparziale e
distaccata, ne sintetizzano le gesta senza sminuirne le atrocità
né la ferocia", ha dichiarato Baraghini. Ed ancora: "Non creano
idoli da emulare come quelle dei calciatori e nemmeno rappresentano
santini da adorare in una sorta di culto alla rovescia".
Esorcizzate e maledette secondo Stampa Alternativa sono,
invece, l'esempio più concreto nei tempi moderni del valore di
divulgazione culturale sintetico delle figurine, immediate ed
accessibili a larghe fette di pubblico.
Stando a quanto detto dall'editore tali figurine hanno girato
per anni nel mercato nero dell'"editoria underground" spingendo
a comportamenti estremizzati. Ma Baraghini ha affermato anche
di più: "I veri mostri italiani sono quelli che ad ogni ora del
giorno imperversano dagli schermi televisivi e sulle pagine dei
giornali popolari. I Jerry Scotti, i Papi, i Conti,
i Bonolis e, perché no, i Mughini che con i loro
urli, le smorfie, i chiacchiericci e le battute, i quiz, i premi,
ampiamente conditi da tette e culi di ballerine in batteria, lobotomizzano
e uccidono cultura, intelligenza, sensibilità, affetti, fantasia
e vivere civile".
Grandinotizie.it/12 aprile 2001 ore 19:05
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